• Movimento turistico savonese - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo - Abitazioni private

    Le abitazioni private per vacanza: i proprietari e gli affittuari

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    L’indagine dell’Osservatorio Turistico, dedicata al “Turismo nelle abitazioni private”, ha permesso di tracciare le caratteristiche strutturali dell’offerta e la soddisfazione rispetto alle abitazioni utilizzate, oltre che i comportamenti turistici della domanda che alloggia in seconda casa e la spesa individuale effettuata sul territorio dai vacanzieri delle abitazioni private. L’offerta di abitazioni per vacanza si compone di appartamenti di media grandezza, che dispongono prevalentemente di due camere da letto; in un minor numero di casi di una sola o di tre camere; più rari gli appartamenti con quattro o cinque camere. Complessivamente le abitazioni private utilizzate per vacanza hanno in media dai 4 ai 5 posti letto. La capienza delle abitazioni usate direttamente dai proprietari supera tuttavia la media sia in camere disponibili sia in posti letto.
    L’offerta di immobili utilizzati a fini turistici soddisfa i vacanzieri, i quali la giudicano complessivamente con un voto pari a 7,2 su 10. Leggermente più severi gli italiani. I canali più graditi per la prenotazione dell’alloggio in affitto risultano essere le agenzie intermediarie (31%) e i siti specializzati (30%); il 16% preferisce invece prenotare contattando direttamente il proprietario.
    Il costo medio degli immobili è pari a 576 euro a settimana. I soggiorni durano prevalentemente sette giorni.
    I proprietari delle abitazioni private spendono in media durante il soggiorno 42 euro a persona per gli acquisti sul territorio (ristoranti e pizzerie, cibi e bevande acquistati al supermercato, caffè e pasticceria, shopping, attività ricreative e prodotti enogastronomici). I turisti che alloggiano in abitazioni private in affitto spendono invece 251 euro (444 gli stranieri e 48 gli italiani) per il viaggio andata e ritorno, mentre per tutte le altre spese effettuate sul territorio 38 euro al giorno a persona, in primis per pranzi e cene in ristoranti e pizzerie (più di 14 euro in media), per lo shopping (quasi 14 euro) e per attività sportive (più di 11 euro).

    Osservatorio Turistico Regionale Liguria
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  • Il valore aggiunto del turismo in Liguria - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Crescono le importazioni e le esportazioni connesse al turismo in Liguria

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    L’Osservatorio Turistico Regionale presenta lo studio sul “Valore aggiunto del turismo”, elaborato con il contributo dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche. L’indagine, giunta alla quinta edizione, ha lo scopo di stimare l’impatto economico del settore sulla regione in termini di produzione di beni e servizi nell’arco dell’anno, di occupazione (forza lavoro) impiegata nel sistema e di Prodotto Interno Lordo.
    La spesa effettuata dai turisti per il viaggio, l’alloggio e le altre spese sul territorio  si stima ammonti a 5 miliardi e 644 milioni di euro, in sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente.
    La produzione di beni e servizi che viene attivata dalla spesa turistica in Liguria nel 2017 a sua volta attiva un Prodotto Interno Lordo del turismo in Liguria pari a 3 miliardi e 742 milioni di euro, che corrisponde al 7,5% del PIL regionale. Di questi 3 miliardi e 742 milioni di euro, l’industria dell’ospitalità ricettiva, tra alloggio e ristorazione, attiva da sola il 43,6%.
    Attraverso le elaborazioni dei dati complessivi riguardanti la spesa dei turisti nella regione e gli effetti che questa produce sull’occupazione e sui redditi, l’Osservatorio Turistico Regionale ha stimato che ogni presenza turistica attiva 48 euro di PIL all’interno della regione e che per ogni 100 euro spesi dai turisti si attiva un Prodotto Interno Lordo pari a 66 euro sul territorio regionale.
    Un altro dato interessante riguarda l’import-export: le importazioni di beni e servizi attivate direttamente ed indirettamente dalla spesa dei turisti nella regione sono pari a 3 miliardi e 330 milioni di euro, +17,5% rispetto al 2016. Per contro, a seguito della spesa turistica in Liguria, le imprese delle altre regioni italiane importano a loro volta beni intermedi e servizi dalla Liguria per 43 milioni di euro e dall’estero per 844 milioni di euro, per un totale di 887 milioni di euro (+18,4% rispetto al 2016).

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  • Il valore aggiunto del turismo in Liguria - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Il valore aggiunto del turismo in Liguria: propensione crescente alla spesa in vacanza

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    L’Osservatorio Turistico Regionale ha pubblicato la quarta edizione dell’indagine “Il Valore Aggiunto del Turismo”, che ha lo scopo di stimare l’impatto economico che il settore ha sulla regione in termini di produzione di beni e servizi, occupazione di forza lavoro e prodotto interno lordo.
    L’analisi degli effetti sui vari settori produttivi mette in luce la trasversalità del turismo come fenomeno economico, in grado di creare ricchezza sia direttamente con i turisti che effettuano spese propriamente turistiche (viaggio, alloggio e pacchetto turistico) o spese accessorie della vacanza (trasporti pubblici, taxi, parcheggi, ristoranti, pizzerie, bar, abbigliamento, etc.), sia indirettamente grazie alle interconnessioni produttive proprie del sistema economico, prima regionale e poi nazionale.
    La spesa turistica introduce nuova ricchezza sul territorio, una parte della quale potrà a sua volta trasformarsi in ulteriore spesa, che si tradurrà in nuova ricchezza innescando un processo virtuoso i cui effetti moltiplicativi si estendono all’intero sistema economico e non solo al settore propriamente turistico.
    La spesa turistica ha quindi un effetto a catena che inizia dalla spesa effettuata dai visitatori, la quale genera entrate e dunque aumenti di ricavo per le imprese direttamente fornitrici dei beni e servizi acquistati dai turisti, passa attraverso la vendita di beni e servizi intermedi propagandosi all’intera economia locale e si conclude con l’aumento di reddito percepito dai residenti, che a sua volta darà un ulteriore impulso moltiplicativo al meccanismo di propagazione della spesa turistica.
    Il circuito virtuoso si innesca anche al di fuori del territorio della regione poiché una parte dei beni e servizi vengono prodotti in altre regioni italiane o all’estero e, successivamente, importati sul territorio.
    Il complesso degli effetti che la spesa turistica iniziale ha sul territorio di soggiorno può essere suddiviso in tre componenti:

    • effetti diretti: è l’impatto derivante direttamente dalla spesa effettuata dai turisti, genera un aumento dei ricavi delle imprese che offrono beni e servizi ai turisti, al netto delle importazioni da altri territori;
    • effetti indiretti: è l’impatto delle spese effettuate dalle imprese che forniscono i beni ed i servizi intermedi (acquisto di beni e servizi, salari, dividendi, tasse), con effetti, anche in questo caso, sui sistemi economici dentro e fuori la regione;
    • effetti indotti: è l’impatto dovuto all’incremento di reddito dei residenti, di cui una parte verrà spesa nell’economia locale.

    Sono quasi 70 milioni le presenze turistiche stimate in Liguria nel 2016, tra strutture ricettive e abitazioni private, in calo del -3,4% rispetto al 2015, frutto di una diminuzione delle presenze legate alle seconde case (-5,6%) e di una crescita di quelle in strutture ricettive (+5,4%).
    Queste presenze generano sul territorio regionale un impatto economico stimato in 5 miliardi e 658 milioni di euro per alloggio e ristorazione, enogastronomia, shopping di prodotti manifatturieri, altro shopping, cultura e divertimenti, trasporti locali e altre spese sostenute nel corso della vacanza turistica nella regione.
    Il prodotto interno lordo del turismo in Liguria è stimato in 3 miliardi e 818 milioni di euro (8% del PIL regionale) di cui l’industria dell’ospitalità ricettiva, tra alloggio e ristorazione, attiva da sola il 39,8%.
    Il PIL attivato nelle altre regioni italiane, fornitrici dei prodotti e servizi acquistati dai turisti o dei semilavorati utilizzati dalle imprese liguri, è stimato in 2 miliardi e 580 milioni di euro, pari al 40,3% del PIL attivato sull’intero territorio nazionale.
    Nel dettaglio, dei 3 miliardi e 818 milioni di euro di PIL turistico della Liguria il 54,5% è riconducibile ai profitti delle imprese che producono beni e servizi acquistati dai turisti nella regione, il 39,8% al reddito dei residenti dipendenti delle imprese ed il 5,6% alle imposte indirette nette che percepisce lo Stato.
    Si stima inoltre che la produzione attivata dalla spesa turistica ha richiesto l’impiego di 116.000 unità di lavoro (ULA), di cui il 64,7% impiegate all’interno delle imprese liguri (75.000 ULA) che corrispondono al 11,7% delle unità di lavoro impiegate complessivamente dalle imprese della regione, una quota più elevata di quella del PIL turistico (8% del PIL regionale) a conferma del turismo come un settore produttivo ad alta intensità di lavoro.
    Analizzando gli “effetti moltiplicativi” che produce la spesa del turista in Liguria, effetti che riguardano sia la Liguria che le altre regioni italiane, con un impatto economico complessivo attivato sul territorio, sull’occupazione e sui redditi delle imprese e dei residenti di tutti i settori economici legati al turismo, emerge:

    • che ogni turista spende in media 81 euro al giorno per alloggio, ristorazione, shopping, spese per attività culturali e divertimenti, spese di trasporto per la sola parte di viaggio realizzata nella regione, ecc;
    • che ogni presenza turistica attiva 55 euro di PIL all’interno della regione e 37 euro nel resto d’Italia. Inoltre, per ogni 100 euro spesi dai turisti si attiva un prodotto interno lordo pari a 67 euro all’interno della regione e 46 euro nel resto d’Italia.

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