• I Parchi della Liguria un'opportunità per il turismo - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo - Unione Provinciale Albergatori di Savona

    I Parchi della Liguria: opportunità per il turismo

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    Dopo che i Palazzi dei Rolli ed il centro storico di Genova nel 1997 e Portovenere e le Cinque Terre nel 2006 sono stati inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, lo scorso 17 novembre il Parco del Beigua, tra Savona e Genova, è stato inserito ufficialmente dall’Unesco all’interno della lista dei Geoparchi Globali.
    Tale riconoscimento è stato conferito a Parigi durante la 38° sessione plenaria della Conferenza generale dell’Unesco, che ha approvato la creazione di una nuova categoria di siti: i Geoparchi mondiali.
    Questa straordinario elenco di meraviglie del mondo, ad oggi, comprende 120 Geoparchi in 36 Paesi, di cui 69 in Europa, 10 in Italia e 1, appunto, in Liguria.
    Si tratta di un riconoscimento molto prestigioso che premia, non solo le caratteristiche ambientali e storico-culturali del Parco del Beigua, ma anche le modalità gestionali adottate per valorizzare e promuovere lo sviluppo locale in questo territorio, e che costituisce una formidabile opportunità di visibilità e di promozione turistica.
    Le aree protette, parchi o riserve, hanno soprattutto la finalità di tutelare e valorizzare l’ambiente, il paesaggio e la natura, contribuendo attivamente allo sviluppo socio-economico e alla salvaguardia dei beni naturali e culturali più significativi della Liguria.
    Il sistema dei parchi e delle aree naturalistiche liguri offre una efficace rassegna della straordinaria varietà ambientale della Liguria, comprendendo quasi il 12% del territorio regionale, per una superficie complessiva di circa 60 mila ettari.
    In Liguria oggi sono presenti 9 parchi naturali regionali, 1 parco nazionale, 4 riserve naturali regionali, 1 area protetta regionale, 1 area protetta provinciale, 3 aree naturali marine protette statali e 1 area di tutela marina regionale.
    Ambienti incontaminati da ammirare in punta di piedi, panorami mozzafiato in cui perdere lo sguardo, centinaia di chilometri di sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta, palestre a cielo aperto per praticare sport outdoor, litorali insigniti della Bandiera Blu con spiagge attrezzate e stabilimenti balneari con servizi di qualità, fondali marini per fare snorkeling ed immersioni, tradizioni ed antichi mestieri da scoprire, prodotti tipici e specialità enogastronomiche da gustare, antichi complessi monumentali e prestigiosi musei da visitare: tutto questo è, in poche parole, la nostra Liguria.
    Abbiamo a disposizione un vero e proprio distretto turistico in cui è possibile trovare numerose attività ed occasioni per rilassarsi, divertirsi, stare in compagnia, godersi straordinari paesaggi, andare alla scoperta delle bellezze della natura e fare sport in piena libertà.
    Non perdiamo questa occasione, perchè il treno passa una volta sola: o lo si prende o lo si perde.
    Oggi più che mai, quindi, tutti i soggetti interessati (Enti locali, associazioni di categoria, imprese, stakeholder, ecc) devono promuovere il nostro territorio ricco di eccellenze in maniera sempre più coordinata, attraverso strategie innovative e partecipate, elaborate in modo condiviso e con un’immagine unitaria, nel rispetto delle identità locali, attivando le necessarie sinergie organizzative per l’ottimizzazione delle risorse in campo.
    L’Unione Provinciale Albergatori di Savona, per quanto di sua competenza, farà tutto il possibile per affermare una nuova politica di valorizzazione territoriale e mettere in campo i progetti ed i servizi migliori per essere competitivi ed attrattivi durante tutto l’anno.

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  • Rete Ciclabile della Liguria - Piste Ciclabili Liguria - Sport Turismo - Angelo berlangieri - Pianeta Turismo

    Rete Ciclabile della Liguria: opportunità turistica da sfruttare

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    In questi ultimi anni in Liguria si è parlato molto di piste ciclo-pedonali.
    Queste infrastrutture non solo interessano la mobilità sostenibile dei residenti, ma hanno anche un’importante rilevanza turistica per cicloturisti, turisti ciclisti ed escursionisti.
    Il progetto di Rete Ciclabile della Liguria nasce nel 2012 con l’approvazione della proposta della Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) per la creazione di cinque itinerari ciclabili a rete che attraversino la Liguria e le consentano di essere inserita nelle reti ciclabili italiane (Bi Italia) ed europee (Eurovelo):

    • Greenway dell’Arco Ligure – 367 km;
    • Via Pedemontana – 40 km;
    • Via del Mare – 50 km;
    • Via dei Monti – 120 km;
    • Via dei Pellegrini – 50 km.

    Si tratta di itinerari in parte dedicati (piste ciclabili in sede propria) e in parte che sfruttano viabilità a basso traffico o percorsi pedonali. La filosofia di fondo è quella di costruire solo il necessario e di recuperare e utilizzare tutto ciò che già esiste e consente di andare in bicicletta in modo sicuro e piacevole.
    La Rete Ciclabile della Liguria è un progetto complesso, che considerando il territorio ligure molto articolato e particolare,  la Regione Liguria sta sviluppando in passaggi successivi.
    Ad oggi, il disegno complessivo di pista ciclabile ligure ammonta a 915 km, di cui 574 km già realizzati (91 km su piste in sede propria, 12 km su percorsi pedonali e 471 km su strade esistenti), 188 km in progettazione, 30 km in realizzazione e 123 km ancora da studiare e progettare.
    Nelle scorse settimane la Giunta regionale ha stanziato circa 1,6 milioni di euro di fondi ex Fas per altri tre tratti di pista ciclabile:

    • Il primo intervento prevede la realizzazione del completamento ciclabile e pedonale in località Capo Santo Spirito in provincia di Savona con un finanziamento complessivo di 1,4 milioni di euro;
    • Il secondo intervento riguarda il completamento della pista ciclabile della Val Nervia in provincia di Imperia, per collegare il centro storico di Dolceacqua e il tratto nel Comune di Camporosso, grazie a un finanziamento di 115 mila di euro;
    • Il terzo intervento riguarda il completamento della pista ciclabile della Val Bormida per collegare i centri abitati di Carcare, Cosseria e Millesimo, grazie ad un finanziamento di oltre 103 mila euro.

    La Regione, inoltre, sempre nel 2012, ha emanato il disciplinare per l’adesione al Club di Prodotto Liguria Bike. In questo modo ha certificato le imprese ricettive vocate all’accoglienza dei cicloturisti.
    Ad oggi le strutture certificate in Liguria sono 39:

    • 17 in provincia di Savona;
    • 11 in provincia di Imperia;
    • 6 in provincia di Genova;
    • 5 in provincia di la Spezia.

    Altre 10 strutture, invece, sono in attesa di certificazione. Per sostenere la mobilità ciclo-pedonale dei liguri e dei turisti, Regione Liguria e Trenitalia, all’interno del contratto di servizio, hanno stabilito la gratuità del trasporto bici sui treni regionali. Fino ad oggi, ogni anno quasi 9.000/10.000 persone ne hanno usufruito e, molto probabilmente, nei prossimi anni gli utenti aumenteranno in via esponenziale.
    In Liguria da diversi anni è iniziata la riconversione della linea ferroviaria dismessa.
    La pista ciclo-pedonale del Parco Costiero Riviera dei Fiori, da Ospedaletti a San Lorenzo al Mare, rappresenta oggi l’esempio più importante di riconversione, promozione, valorizzazione e sviluppo delle potenzialità ambientali e turistiche dell’ex sedime ferroviario sul mare.
    Questi 24 km di pista costituiscono infatti, uno dei percorsi sul mare più belli ed affascinanti d’Europa.
    Nei prossimi anni, molto probabilmente, saranno disponibili ulteriori 55 km: 20 km da San Lorenzo al Mare ad Andora e 35 km da Andora a Finale Ligure.
    In provincia di Savona, Regione e Comuni stanno lavorando da diversi anni al progetto di un’unica pista ciclo-pedonale da Vado Ligure ad Arenzano, utilizzando la ferrovia dismessa, i percorsi su strada e le piste su sede propria.
    Alcuni tratti sono già stati realizzati (ad esempio a Celle Ligure, Varazze ed Arenzano), altri, invece, hanno già i progetti approvati, devono però essere reperite le risorse per realizzarli.
    Nello spezzino in questi anni è stato fatto un importante lavoro di recupero e riconversione dell’antica linea ferroviaria e oggi la pista da Framura a Levanto (5,5 km) rappresenta uno dei percorsi più suggestivi tra i basalti ed il mare.
    In provincia di Genova la situazione è leggermente più complessa: diversi tratti sono già dismessi e parzialmente recuperabili quali piste ciclo-pedonali, altri verranno dismessi in futuro, mentre in alcune zone deve ancora essere individuato e progettato il relativo percorso.
    Ragionando in un’ottica di medio-lungo periodo, la Liguria diventerà la regione con la pista ciclo-pedonale più lunga d’Italia e uno dei territori con il percorso più esteso d’Europa.
    Insomma, un prodotto unico al mondo nel suo genere da promuovere, sostenere e valorizzare non solo dal punto di vista ambientale e sportivo, ma soprattutto da quello turistico ed economico.
    Questo progetto oggi rappresenta una delle opportunità più importanti per provare a destagionalizzare e diversificare l’offerta turistica ligure e savonese.
    Non si può continuare a puntare solamente sul turismo balneare. E’ fondamentale, per non dire prioritario, riuscire ad essere attrattivi tutto l’anno. Sono cambiati i tempi e sono cambiate le richieste e le esigenze dei turisti. Occorre stare al passo con i tempi, anzi bisogna anticipare i nostri diretti competitors, che non devono essere visti come una minaccia, ma bensì come una risorsa.
    La Liguria, tra limiti e potenzialità, è un territorio unico nel panorama nazionale ed europeo.
    Oltre a questo importante e innovativo settore di mercato, bisogna però puntare anche su altre peculiarità ed opportunità che il territorio ligure e la provincia di Savona offrono: cultura, arte, storia, musica, enograstronomia e benessere solo per citarne alcune.
    L’Unione Provinciale Albergatori di Savona ha deciso di investire risorse economiche ed umane per rilanciare e valorizzare il turismo savonese: dalla promozione turistica al marketing operativo strategico, dall’innovazione del prodotto turistico alla partecipazione ai bandi europei, dalla competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese all’inserimento nel mondo del lavoro dei diplomati e dei laureati.
    In poche parole, se ognuno fa la propria parte possiamo farcela insieme.
    Non perdiamo questa occasione, perché potrebbe essere l’ultima.

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