• Due questioni su scontrini e ricevute fiscali Ministro Tria - Pianeta Turismo - Angelo Berlangieri

    Due questioni su scontrini e ricevute fiscali all’attenzione del Ministro Tria

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    In questi giorni cimentandoci negli adempimenti sull’obbligo di memorizzazione e trasmissione online di scontrini/ricevute ci siamo imbattuti in un problema e in un provvedimento quanto meno bizzarro:

    1) il 1° luglio per chi ha volumi di affari superiori a 400.000 euro scatta l’obbligo degli scontrini online (per tutti gli altri si parte dal 1° gennaio 2020). A meno di 45 giorni dall’ora x dei due strumenti utilizzabili per adempiere: uno la procedura web non è ancora online è considerato che adesso (si spera!) dovrebbe iniziare la “stagione” del lavoro anche se dovesse essere in linea a giugno manca materialmente il tempo per impararne l’uso e la familiarità; l’altro, l’uso dei registratori di cassa telematici, sconta il ritardo nell’emanazione delle specifiche tecniche con fornitori e venditori in oggettiva difficoltà a far fronte alle richieste delle imprese! In sintesi nessuno si vuol sottrarre ai nuovi obblighi tuttavia è auspicabile l’esser messi nella condizione di poterlo fare secondo modalità e tempistiche ragionevoli, pertanto la proroga al 1° gennaio 2020 dell’obbligo penso che sia una richiesta ragionevole e sensata!

    2) Nel nostro paese dal 1° gennaio 2020 dovrebbe andar in scena la “lotteria delle ricevute/scontrini” nel senso che per ogni euro di spesa si avrà diritto a 10 biglietti virtuali, con una maggiorazione del 20% se si paga con la carta di credito, che parteciperanno ad estrazioni mensili e annuali! È chiaro lo scopo di lotta all’evasione fiscale. Tuttavia, nella mia più che probabile follia, ritenevo che lo Stato potesse/dovesse agire usando strumenti come i controlli, la detrazione dalle tasse delle spese sostenute, il favorire la riduzione dei costi connessi all’uso delle carte di credito, ecc. ma non inventandosi una lotteria con buona pace di tutte le dichiarazioni di voler combattere le ludopatie!

    A quando la Lotteria di Capodanno per chi paga le tasse?
    Francamente, visto anche l’antecedenza del provvedimento, mi auguro che si lasci da parte la Riffa del Fisco e si proceda su percorsi rigorosi ed efficaci meno fantasiosi ma, a mio modesto parere, più sensati!

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  • Associazioni territoriali UPA Savona - 12 incontri in programma - Angelo Berlangieri - offerta turistica liguria

    Perché la nostra offerta turistica non è competitiva?

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    La nostra offerta turistica non è sufficientemente competitiva perché è caratterizzata prevalentemente da un mono prodotto maturo (mare e spiaggia tradizionale) rivolto ad un mercato “stretto” di prossimità (piemontesi e lombardi), per contro il mercato è globale ed è rivolto a destinazioni capaci di offrire ampi ventagli di prodotti ed esperienze personalizzabili (il mercato è virato dai target alle persone).
    In sintesi le cause principali sono:

    1) La banalizzazione dell’approccio per cui si pensa che per far turismo sia sufficiente gestire l’accoglienza (elemento necessario ma non sufficiente) mentre è imprescindibile organizzare, con approccio “ingegneristico” tutt’altro che banale, le politiche per l’economia del turismo.

    2) La convinzione che far turismo significhi solo organizzare manifestazioni ed intrattenimento, elementi importanti e utili per l’accoglienza e l’offerta ma non fondanti. Le fondamenta del turismo sono le infrastrutture, i servizi, i prodotti e le esperienze e su di esse si dovrebbero costruire le politiche per l’economia del turismo.

    3) La tendenza, diffusa, a raccontare che cosa abbiamo (le materie prime) mentre i mercati chiedono prodotti ed esperienze per “vivere” chi siamo! Si sente (eccome) la mancanza di un sistema di trasformazione delle materie prime ovvero di una “fabbrica” prodotti ed esperienze diversificate, organizzate, gestite, marketing oriented, competitive, distribuibili, promo-commercializzabili.

    4) La mancanza della scelta strategica di orientamento della destinazione: turismo di massa a competizione di prezzo o turismi delle esperienze a competizione di qualità e unicità dell’offerta? La non scelta crea confusione interna ed esterna e perdita certa di competitività

    5) L’eccessiva frammentazione della destinazione per cui in un mercato globale che guarda alle destinazioni e alle esperienze di destinazione come motivazione di viaggio, noi imperterriti continuiamo a proporre in concorrenza tra loro le nostre singole località perdendo reputazione ed opportunità. Si sente (eccome) la mancanza di un’organizzazione della destinazione!

    6) La difficoltà (crescente!) per gli imprenditori turistici (dovuta al calo preoccupante della redditività d’impresa) di attuare innovazione di processo e/o di prodotto(riqualificazioni, realizzazione ex novo di strutture ricettive o di servizi, ecc.) in linea con le aspettative di mercato e con quanto fanno i nostri competitori!

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  • Albenga e Andora - Incontri territoriali Unione Provinciale Albergatori di Savona - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo | Offerta Turistica

    L’offerta turistica della nostra destinazione rispetto alle altre è competitiva?

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    La risposta alla domanda purtroppo non è positiva, la nostra offerta non è sufficientemente competitiva e in grado di affermarsi rispetto a quella delle destinazioni competitrici.
    Che così stiano le cose lo dimostrano alcuni dati e fatti oggettivi, ovvero:
    1. Anche negli anni di crescita complessiva del movimento turistico noi cresciamo meno delle altre destinazioni, il che significa che stiamo perdendo progressivamente quote di mercato, in un mercato, peraltro, a livello mondiale in crescita!;
    2. Abbiamo pochi mercati e tutti in pratica di prossimità con prevalenza rilevante dei mercati italiani (lombardi e piemontesi), fatto che ci rende deboli e poco reattivi di fronte ai fenomeni di oscillazione contingente dei sistemi socio-economici (se gli italiani soffrono non abbiamo mercati di ricambio!);
    3. Il movimento turistico si concentra, e la tendenza si è accentuata negli ultimi anni, quasi esclusivamente nei periodi delle vacanze di massa (festività, ponti di primavera, estate), non abbiamo un’offerta capace di motivare flussi specifici al di fuori del “tutti al mare”! Da questo peraltro dipende la tendenza negativa alla riduzione progressiva dei tassi di riempimento registrata dalle imprese ricettive! Inoltre il perdurare del gap infrastrutturale sta erodendo sempre più uno dei nostri punti di forza, la vicinanza. Paradossalmente può esser più facile e breve raggiungere con l’aereo da Torino il Sud della Spagna che, in auto o in treno, la nostra provincia;
    4. L’andamento del movimento turistico risente eccessivamente degli influssi negativi o positivi esterni (ad es. le previsioni climatiche; i fenomeni terroristici(triste da dirsi ma così è stato!) che ci hanno favorito per un biennio salvo perdere quanto guadagnato nel momento in cui la sensazione d’insicurezza nelle destinazioni competitrici è venuta meno; ecc.). Abbiamo un’offerta matura mono prodotto (mare e spiaggia tradizionali) “fragile e rigida” non in grado di reagire ai mutamenti in atto nei mercati e che flette paurosamente sotto i colpi degli eventi!;
    5. La domanda di turismo è in crescita e cerca destinazioni che offrono un ventaglio di esperienze di vacanza con cui confezionare su misura (tailor made) la propria esperienza. Noi continuiamo a proporre singole località in competizione per soggiorni marini perdendo quote di reputazione e di mercato e concentrando, di conseguenza, il lavoro nei soli periodi in cui c’è più domanda che offerta!!

    . offerta turistica offerta turistica .