• Programma di mandato UPA Savona 2018.2020 - Pianeta Turismo - Angela Berlangieri

    UPA Savona: programma di mandato 2018/2020

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    Il giro di boa del quadriennio di presidenza dell’Unione Provinciale Albergatori di Savona è cominciato da qualche mese.
    Ci siamo riuniti come Consiglio di Presidenza e Consiglio Generale dell’UPA per verificare il programma del biennio appena concluso e decidere gli obiettivi del prossimo mandato.
    Sarà fondamentale affermare il ruolo dell’Unione Provinciale Albergatori di Savona quale organismo intermedio di riferimento per le politiche turistiche nella provincia di Savona e rendere sempre più performanti le sue attività di rappresentanza sindacale e di servizio per le imprese ricettive alberghiere associate.
    Gli obiettivi di mandato saranno attuati mediante tre linee d’intervento:

    • Consolidamento e sviluppo delle funzioni e delle attività istituzionali dell’UPA:

    Le funzioni e le attività “istituzionali” dell’UPA implementate nel corso del precedente biennio saranno consolidate e sviluppate.

    • Consolidamento e sviluppo del turismo nell’Italian Riviera:

    Attuazione del progetto Experience, sostegno agli investimenti delle imprese ricettive, formazione professionalizzante e continua degli addetti e degli imprenditori, promo-commercializzazione delle esperienze di viaggio e soggiorno.

    • Riforma dell’UPA:

    Al fine di rendere sempre più efficiente ed efficace l’azione dell’UPA, nell’esclusivo interesse delle imprese ricettive associate, durante il biennio sarà avviato, con il coinvolgimento e la partecipazione costante degli organi statutari dell’UPA (Ufficio di Presidenza e Giunta) un percorso di analisi e studio per valutare la fattibilità, e le eventuali modalità, procedure e tempistiche necessarie, della trasformazione dell’UPA da associazione di associazioni, com’è attualmente, ad associazione d’imprese ricettive con sezioni di rappresentanza territoriali.

    Bilancio Mandato UPA Savona 2015.2017 | Maggiori informazioni

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    Programma di Mandato UPA Savona 2018.2020 | Maggiori informazioni

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  • Il valore aggiunto del turismo in Liguria - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Il valore aggiunto del turismo in Liguria: propensione crescente alla spesa in vacanza

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    L’Osservatorio Turistico Regionale ha pubblicato la quarta edizione dell’indagine “Il Valore Aggiunto del Turismo”, che ha lo scopo di stimare l’impatto economico che il settore ha sulla regione in termini di produzione di beni e servizi, occupazione di forza lavoro e prodotto interno lordo.
    L’analisi degli effetti sui vari settori produttivi mette in luce la trasversalità del turismo come fenomeno economico, in grado di creare ricchezza sia direttamente con i turisti che effettuano spese propriamente turistiche (viaggio, alloggio e pacchetto turistico) o spese accessorie della vacanza (trasporti pubblici, taxi, parcheggi, ristoranti, pizzerie, bar, abbigliamento, etc.), sia indirettamente grazie alle interconnessioni produttive proprie del sistema economico, prima regionale e poi nazionale.
    La spesa turistica introduce nuova ricchezza sul territorio, una parte della quale potrà a sua volta trasformarsi in ulteriore spesa, che si tradurrà in nuova ricchezza innescando un processo virtuoso i cui effetti moltiplicativi si estendono all’intero sistema economico e non solo al settore propriamente turistico.
    La spesa turistica ha quindi un effetto a catena che inizia dalla spesa effettuata dai visitatori, la quale genera entrate e dunque aumenti di ricavo per le imprese direttamente fornitrici dei beni e servizi acquistati dai turisti, passa attraverso la vendita di beni e servizi intermedi propagandosi all’intera economia locale e si conclude con l’aumento di reddito percepito dai residenti, che a sua volta darà un ulteriore impulso moltiplicativo al meccanismo di propagazione della spesa turistica.
    Il circuito virtuoso si innesca anche al di fuori del territorio della regione poiché una parte dei beni e servizi vengono prodotti in altre regioni italiane o all’estero e, successivamente, importati sul territorio.
    Il complesso degli effetti che la spesa turistica iniziale ha sul territorio di soggiorno può essere suddiviso in tre componenti:

    • effetti diretti: è l’impatto derivante direttamente dalla spesa effettuata dai turisti, genera un aumento dei ricavi delle imprese che offrono beni e servizi ai turisti, al netto delle importazioni da altri territori;
    • effetti indiretti: è l’impatto delle spese effettuate dalle imprese che forniscono i beni ed i servizi intermedi (acquisto di beni e servizi, salari, dividendi, tasse), con effetti, anche in questo caso, sui sistemi economici dentro e fuori la regione;
    • effetti indotti: è l’impatto dovuto all’incremento di reddito dei residenti, di cui una parte verrà spesa nell’economia locale.

    Sono quasi 70 milioni le presenze turistiche stimate in Liguria nel 2016, tra strutture ricettive e abitazioni private, in calo del -3,4% rispetto al 2015, frutto di una diminuzione delle presenze legate alle seconde case (-5,6%) e di una crescita di quelle in strutture ricettive (+5,4%).
    Queste presenze generano sul territorio regionale un impatto economico stimato in 5 miliardi e 658 milioni di euro per alloggio e ristorazione, enogastronomia, shopping di prodotti manifatturieri, altro shopping, cultura e divertimenti, trasporti locali e altre spese sostenute nel corso della vacanza turistica nella regione.
    Il prodotto interno lordo del turismo in Liguria è stimato in 3 miliardi e 818 milioni di euro (8% del PIL regionale) di cui l’industria dell’ospitalità ricettiva, tra alloggio e ristorazione, attiva da sola il 39,8%.
    Il PIL attivato nelle altre regioni italiane, fornitrici dei prodotti e servizi acquistati dai turisti o dei semilavorati utilizzati dalle imprese liguri, è stimato in 2 miliardi e 580 milioni di euro, pari al 40,3% del PIL attivato sull’intero territorio nazionale.
    Nel dettaglio, dei 3 miliardi e 818 milioni di euro di PIL turistico della Liguria il 54,5% è riconducibile ai profitti delle imprese che producono beni e servizi acquistati dai turisti nella regione, il 39,8% al reddito dei residenti dipendenti delle imprese ed il 5,6% alle imposte indirette nette che percepisce lo Stato.
    Si stima inoltre che la produzione attivata dalla spesa turistica ha richiesto l’impiego di 116.000 unità di lavoro (ULA), di cui il 64,7% impiegate all’interno delle imprese liguri (75.000 ULA) che corrispondono al 11,7% delle unità di lavoro impiegate complessivamente dalle imprese della regione, una quota più elevata di quella del PIL turistico (8% del PIL regionale) a conferma del turismo come un settore produttivo ad alta intensità di lavoro.
    Analizzando gli “effetti moltiplicativi” che produce la spesa del turista in Liguria, effetti che riguardano sia la Liguria che le altre regioni italiane, con un impatto economico complessivo attivato sul territorio, sull’occupazione e sui redditi delle imprese e dei residenti di tutti i settori economici legati al turismo, emerge:

    • che ogni turista spende in media 81 euro al giorno per alloggio, ristorazione, shopping, spese per attività culturali e divertimenti, spese di trasporto per la sola parte di viaggio realizzata nella regione, ecc;
    • che ogni presenza turistica attiva 55 euro di PIL all’interno della regione e 37 euro nel resto d’Italia. Inoltre, per ogni 100 euro spesi dai turisti si attiva un prodotto interno lordo pari a 67 euro all’interno della regione e 46 euro nel resto d’Italia.

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  • Il Turismo nautico in Liguria nel 2016 - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Il Turismo nautico in Liguria nel 2016: oltre 23 mila i posti barca complessivi offerti

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    L’Osservatorio Turistico Regionale ha pubblicato un report dedicato al turismo nautico in Liguria nel 2016.
    Questo studio si basa sui risultati dell’analisi dei dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sui porti e sui servizi portuali.
    L’indagine è stata realizzata attraverso interviste dirette sul territorio a circa 200 turisti italiani e stranieri presenti nei porti turistici della Liguria nell’estate del 2016.
    L’indagine delinea i tratti caratteristici, i punti di forza e le eventuali criticità del sistema di offerta dei porti turistici della Liguria dal punto di vista del turista che li utilizza.
    In particolare, lo studio si propone di individuare l’identikit del turista-tipo che soggiorna nei porti della regione; le motivazioni che spingono a scegliere le destinazioni liguri, le modalità di organizzazione della vacanza, i canali di comunicazione che ne influenzano le scelte; la qualità dei servizi a disposizione dei clienti dei porti e la spesa media del turista che soggiorna in barca; il livello di soddisfazione nei confronti del sistema di ospitalità locale in generale e dei porti turistici in particolare; i suggerimenti per migliorare il servizio offerto secondo le esperienze dirette dei turisti diportisti che vi soggiornano.
    Sono oltre 23 mila i posti barca complessivi offerti in Liguria, di cui 10.389 in porti turistici, 5.890 in approdi turistici e 6.789 nei punti di ormeggio.
    Nel contesto nazionale la Liguria si conferma la prima regione per offerta dei posti barca, con il 14,6% di quelli a disposizione in Italia (in leggera crescita negli ultimi anni, +2,2% dal 2003), seguita a distanza dalla Sardegna che ne conta 19.574 (+11,6% dal 2003), dalla Toscana con 18.770 posti barca (+24%) e dal Friuli Venezia Giulia (16.835, con una crescita del +61,9% dal 2003); a seguire la Sicilia (14.827 posti barca, +50,9% dal 2003), la Campania (14.639, -6,1%) e la Puglia (con 13.755 posti barca, in crescita del +64,6% dal 2003).
    Tra le province liguri, quella che dispone di un numero maggiore di posti barca è Genova, che ne offre il 34,9% del totale regionale (8.041, di cui 3.241 in porti turistici, 2.596 approdi e 2.204 punti di ormeggio), seguita dalla Spezia con il 27,4% (6.332, di cui 1.180 porti turistici, 1.208 approdi, 3.944 punti di ormeggio), da Savona con il 19,7% (4.552 posti barca, di cui 3.556 in porti turistici, 2.596 in approdi, 2.204 in punti di ormeggio) e da Imperia con il 18% dei posti barca della regione (4.143, di cui 2.412 in porti turistici, 1.667 in approdi e 64 in punti di ormeggio).
    Dall’identikit del turista nautico che trascorre una vacanza in Liguria, emerge che:
    – l’81% dei turisti diportisti sono italiani, in prevalenza provenienti dal Piemonte (30,2% degli italiani, Tabella 6), e dalla domanda interna dei liguri (14,2%), poi dai turisti provenienti dalla Lombardia (13%) e dall’Emilia Romagna (11,7%);
    – il 19% sono stranieri, soprattutto francesi (42,1% dei turisti diportisti stranieri, seguiti dagli svizzeri (18,4%) e dai tedeschi (10,5%);
    – l’età è molto varia, con il 32,5% di turisti compresi nella fascia d’età che va dai 31 ai 40 anni, il 26,5% di giovani tra i 21 ed i 30 anni, il 21% di turisti tra i 41 ed i 50 anni ed il 13,5% tra i 51 ed i 60 anni;
    – sono sposati o conviventi con figli (34%), ma risulta rilevante anche la quota di turisti senza figli (29%) o single (21%). Oltre la metà di questi turisti sono laureati, l’80% lavora e si tratta in prevalenza di piccoli imprenditori (37%), lavoratori autonomi (20%), operai ed impiegati dell’industria e dei servizi con mansioni di elevata qualificazione professionale (17%).
    Tra le motivazioni di visita, quelle che spingono a preferire la Liguria ad altre destinazioni turistiche, emergono:
    – la facilità di raggiungimento (56,5%) e la vicinanza (33%) per turisti che provengono soprattutto da Piemonte (30%), Liguria (14,2%), Lombardia ed Emilia Romagna per gli italiani, Francia (42,1%), Svizzera e Germania per gli stranieri;
    – le bellezze naturalistiche delle coste liguri (per il 44% dei turisti diportisti) ed il desiderio di soggiornare in località considerate ideali per riposarsi e rilassarsi (30%);
    – il desiderio di degustare i gusti ed i sapori della tradizione culinaria locale (gli interessi enogastronomici muovono da soli il 33% dei turisti);
    – la ricchezza del patrimonio artistico e monumentale della regione (sono il 29% dei turisti diportisti italiani ed il 18,4% degli stranieri) e/o la possibilità di praticare un particolare sport (24%);
    – il buon rapporto qualità/prezzo (24,5%) e/o l’opportunità di usufruire della seconda casa (17%) o dell’ospitalità offerta da amici o parenti (14,5%).
    Ad influenzare la scelta di dove e come organizzare la vacanza è innanzitutto il passaparola di amici, parenti e conoscenti (48%) e, naturalmente il web (36%), ma è elevata anche la quota di habituè, di coloro che vengono regolarmente in Liguria parti al 34% dei turisti-diportisti ed in particolare al 30,9% degli italiani ed al 47,4% degli stranieri.
    Trascorrono la vacanza in prevalenza con amici (28,5%) o in coppia (27,5%), ma anche in famiglia (31% dei turisti diportisti) con bambini molti piccoli, al di sotto dei 6 anni di età (12,5%) o più grandi (12,5%).
    Il 44,5% non prenota il soggiorno turistico, mentre tra chi organizza in anticipo la vacanza la modalità prevalente è quella di contattare direttamente la società di trasporto (46,5% dei turisti/diportisti). Il 36% di chi prenota in anticipo lo fa nell’arco di un mese dalla data di partenza.
    Gli aspetti del sistema di ospitalità locale di un territorio che questi turisti considerano più importati per la riuscita della vacanza, elementi al centro delle aspettative prima della partenza e che influenzeranno anche il giudizio sulla vacanza in fase ex post, di valutazione dell’esperienza vissuta sono principalmente:
    – per quanto riguarda la governance e l’offerta turistica del territorio, la facilità di raggiungimento della destinazione turistica (importante per il 61% dei turisti), la cortesia e ospitalità della gente (33,5%), l’accessibilità al territorio (22,5%), l’offerta enogastronomica del territorio (18,5%), la possibilità di utilizzare mezzi pubblici in alternativa all’auto (17,5% dei turisti, 23,7% dei soli stranieri);
    – per il sistema portuale turistico, l’offerta dei porti in generale (27%), l’accoglienza ed i servizi offerti (20%) ma anche i prezzi (per il 10,5%);
    – per il sistema ristorativo e ricettivo, la qualità della ristorazione (9%), l’impiego di prodotti tipici locali e ricette della tradizione (8%), il costo della ristorazione (7%), la professionalità dei dipendenti delle strutture di alloggio ed il costo dell’alloggio stesso (8,5%).
    Nel complesso il giudizio sull’offerta turistica della regione è positivo: in una scala da 1 a 10, i turisti diportisti la valutano con un voto medio di 7,8, sia per gli italiani che per gli stranieri.
    Lo studio, inoltre, è accompagnato da 40 schede informative sui principali porti della Liguria, relative ai servizi offerti ed al monitoraggio della capacità di accoglienza.

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