• Enit - passo avanti con Palmucci presidente - Pianeta Turismo - Angelo Berlangieri

    Enit: passo avanti con Palmucci presidente

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    L’avvio della procedura di nomina di Giorgio Palmucci, attuale vicepresidente di Federturismo Confindustria e presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi, come presidente dell’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo), è un segnale chiaro della volontà di cambiare pagina rispetto al passato.
    A presiedere la più importante struttura di promozione turistica del Paese sarà infatti un professionista del settore con lunga esperienza, capacità tecnica e visione programmatica: la migliore garanzia per far ripartire la macchina promozionale turistica italiana.
    “Per me è stato un onore ricevere la proposta di nomina a presidente dell’Enit. Credo che il nostro paese debba far conoscere di più all’estero le sue potenzialità turistiche e credo che sia necessario portare avanti delle strategie di medio lungo termine con le regioni. Il turismo è infatti il settore che può aiutare la crescita del Pil nel nostro paese”. Lo ha detto Giorgio Palmucci, in audizione di fronte alle commissioni Attività produttive della Camera e Industria, commercio, turismo del Senato, nell’ambito della proposta di nomina a presidente dell’Enit – Agenzia nazionale del turismo.
    “Nel passato sono stato molto critico nei confronti di un ‘carrozzone’, per cui la mia volontà è di portare dei risultati e fare in modo che l’Enit sia un fiore all’occhiello per il ministero e per il paese, per portare avanti una strategia condivisa con le regioni tenendo conto che non ci devono essere sovrapposizioni né un’attività svolta senza un coordinamento”.
    Per esempio, spiega Palmucci, “quando il precedente governo ha presentato il Piano strategico del turismo, Enit ha presentato il suo piano prima del Piano strategico e questo lo ritengo illogico. L’Enit deve essere il braccio operativo all’interno di una strategia, non può uscire un piano triennale dell’ente senza sapere quali sono gli obiettivi definiti dal ministero e dal Parlamento”.
    I big data, ha concluso, “mostrano che negli ultimi otto anni, ogni anno c’è stata una crescita del turismo mondiale e si prevede che continuerà a crescere fino al 2030. Noi per questo dobbiamo essere in grado di cogliere e non perdere le occasioni. E’ necessario che ci sia un lavoro comune e che l’Enit non lavori per conto suo”.

    Turismo, Palmucci: Enit sia fiore all’occhiello del paese | Maggiori informazioni

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  • Piano Strategico Nazionale del Turismo Mibact - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo - UPA Savona

    Piano Strategico Nazionale del Turismo: pronte le linee guida Mibact

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    Dal 7 al 9 aprile al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa si terranno gli Stati generali del turismo sostenibile e della cultura e sarà presentata la bozza del Piano strategico nazionale del turismo.
    Le linee guida del Piano sono state illustrate nei giorni scorsi dal Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, durante l’incontro del Comitato permanente del turismo.
    Il Mibact, ha lavorato alla stesura dei dossier per arrivare a definire i principi cardine del documento che segnerà l’azione del Governo ed anche degli Enti locali nel campo del turismo.
    Il Ministro Franceschini ha sottolineato come «la riformulazione del Piano strategico di sviluppo del turismo ha come obiettivo di far riconquistare al turismo italiano le posizioni perdute nel mercato globale con l’introduzione delle innovazioni necessarie per rispondere in modo sempre più incisivo alle nuove sfide imposte dalla competizione mondiale».
    Le proposte del Piano strategico di sviluppo dovranno evolvere nella definizione di una politica sistemica sia dal punto di vista dei tematismi che da quello territoriale.
    «Ciò significa – ha sottolineato Franceschini – che le proposte avanzate per la digitalizzazione e la sostenibilità dovranno essere riviste ed aggiornate. Per quanto riguarda la digitalizzazione, si dovrà tener conto degli obiettivi e degli interventi che il Governo sta mettendo in atto per configurare l’Italia digitale del prossimo futuro, mentre per la sostenibilità l’ambizione è di definire un Piano strategico del Turismo quale pilastro fondamentale dello sviluppo sostenibile del nostro Paese, innovando ed adeguando le strutture di offerta, le forme di consumo turistico e, più in generale, le infrastrutture e gli strumenti affinché gli usi turistici siano sempre più compatibili con la conservazione e valorizzazione delle risorse e del territorio. La sostenibilità sarà declinata in vari modi – ha aggiunto -. Per esempio: redistribuendo i flussi sul territorio e favorendo la loro destagionalizzazione con la valorizzazione di territori ricchi di potenzialità attrattive ancora inespresse; il potenziamento delle offerte per il tempo libero per accrescere le permanenze medie; la crescita dell’offerta di infrastrutture che rendano sempre meno inquinanti le forme di accessibilità e permeabilità dei luoghi; l’incremento degli strumenti per un consumo turistico anche virtuale delle nostre risorse e altre misure ancora che dovranno essere individuate e specificate nel Piano».
    «L’obiettivo della crescita di competitività del settore turistico italiano – ha spiegato Franceschini – dovrà essere declinato in strategie e piani d’azione condivisi all’interno del Piano strategico di sviluppo “sostenibile” del turismo, caratterizzato da una vision molto chiara, un approccio dinamico ed un orizzonte temporale di medio termine. Il Piano dovrà essere integrato relativamente sia ai soggetti che agli oggetti (risorse, territori e tematismi). Per favorire l’integrazione tra le politiche che a livello centrale più o meno direttamente investono il turismo, il Mibact si impegna ad attivare uno o più tavoli per coordinare strategie e politiche relative, prima di tutto, alla mobilità (anche dolce), alla digitalizzazione degli istituti della cultura, al sostegno delle industrie creative ed altro ancora che durante la stessa stesura del Piano potrà essere individuato. Il Piano – ha precisato – dovrà favorire il disegno di una nuova governance che, non intervenendo sulle attività di governo di attività e progetti che fanno capo ai singoli soggetti, dovrà però permettere un migliore coordinamento strategico tra Mibact, Regioni, enti locali e imprese per condividere le priorità di policy di aree turisticamente omogenee (distretti, Stl, Dmo, etc.) portando a sintesi e finalizzando su poche e strategiche attività i differenti piani che investono quei territori. Il Piano dovrà essere partecipato implementando un processo “continuo” di coinvolgimento dei principali attori e, insieme, delle collettività. La continuità del processo partecipativo, nel senso che questi non si interrompe una volta che il piano sia stato realizzato, potrebbe essere assicurata dai nuovi strumenti a disposizione, come le piattaforme social, ed il Mibact – ha rilanciato Franceschini – si impegna ad attivare le risorse umane e strumentali necessarie alla loro gestione».
    «Il “processo di Pietrarsa” verrà a costituire, in questa impostazione, un asse portante del processo di consultazione ed elaborazione del Piano – ha puntualizzato il Ministro – con il coinvolgimento anche delle componenti più rilevanti del turismo italiano. In quest’ottica, il prossimo appuntamento (c.d. Pietrarsa 2) sarà l’occasione per condividere con gli operatori la visione e le strategie del Piano strategico di sviluppo “sostenibile” del turismo, nonché per presentare i primi esiti dei processi di consultazione avviati con le Regioni, gli Enti locali e le altre Amministrazioni competenti».
    «Va osservato – ha concluso il Ministro – che la formulazione di un Piano di questo tipo (complessivo, sistematico, articolato anche negli strumenti) richiede l’esistenza di condizioni di consenso e condivisione molto elevate, in primo luogo a livello istituzionale, con un rafforzamento importante della credibilità dei contenuti che sono la trama del lavoro da svolgere. Non è detto che queste condizioni vi siano o possano essere conseguite in tempi brevi, sia perché il settore è connotato da una forte frammentarietà e disomogeneità sia per l’enorme numero degli stakeholder interessati. Il nostro impegno, ma anche quello di tutti gli operatori del settore, è fare tutto il possibile affinché queste condizioni si realizzino nei tempi previsti».
    Speriamo che finalmente anche l’Italia si doti, grazie al lavoro del Ministro Franceschini, di un piano per il turismo. È incredibile, ma una delle più importanti destinazioni turistiche al mondo un piano non lo ha mai avuto. Al di là delle intenzioni e delle proposte, peraltro tutte condivisibili, espresse dal Ministro è fondamentale che:

    • il piano non sia un piano manifesto ma un sia composto da un sistema di azioni, anche poche, tutte chiaramente finanziate e realizzabili! Abbiamo bisogno di fatti che aumentiamo la competitività non di principi;
    • la governance del sistema sia chiara con un preciso riparto di competenze tra Stato, Regioni ed Enti locali, la frammentazione e confusione attuale sono una delle cause di debolezza del sistema;
    • vi sia partecipazione continua, metodo Bottom Up, nella costruzione e manutenzione del piano ma soprattutto che sia chiara la consapevolezza che il Turismo è l’economia chiave per la competitività e lo sviluppo del Paese e questo lo si capisce nelle enunciazioni ma soprattutto da quanto sarà finanziato il piano.

    Noi imprese del turismo siamo consapevoli del valore e dell’importanza del turismo e che il nostro ruolo debba essere pro attivo e responsabile, siamo pronti per costruire ed attuare insieme a tutti gli altri attori un piano per  il turismo, l’importante è essere concreti e operativi, il mondo dell’economia del turismo non può ancora aspettare.

    Piano Strategico Nazionale del Turismo | Mibact

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