• Flussi turistici stagione 2015 - Dati della provincia di Savona - Pianeta Turismo - Angelo Berlangieri - Unione Provinciale Albergatori Savona

    Flussi turistici stagione 2015: i dati della provincia di Savona

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    I dati relativi alla stagione turistica da gennaio a settembre 2015 certificano che c’è stato un buon movimento in termini di persone che sono venute in provincia di Savona a trascorrere le loro vacanze. Gli arrivi, infatti, sono cresciuti sul territorio di quasi il 6%.
    Tuttavia, questo aumento non ha trovato corrispondenza nel numero delle presenze, ovvero delle notti trascorse – che per gli albergatori è quello più decisivo, poiché genera fatturato – aumentate in percentuale molto meno, 2,6%, ma con una crescita dell’8,6% nelle strutture ricettive non alberghiere.
    Dunque, sono maggiori gli italiani e gli stranieri venuti in provincia di Savona, ma la capacità di spesa complessiva non è aumentata in maniera considerevole: il fatturato degli alberghi è rimasto sostanzialmente lo stesso rispetto al 2014, con un buon movimento legato al clima, ma a conferma inequivocabile di una crisi economica diffusa che continua a far sentire i suoi effetti.
    Il 76% di turisti è italiano, in prevalenza da Piemonte e Lombardia, il 24% è straniero, in particolare tedeschi, svizzeri e austriaci, ma anche francesi, belgi e olandesi.
    Pesa, a causa dei noti eventi internazionali, il netto calo dei turisti russi con un -10% di presenze nelle località della provincia.
    Gli arrivi e le presenze sono concentrate nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre: gli arrivi raggiungono il 63% mentre le presenze arrivano al 72%.

    I dati sulle presenze, però, sono falsati e non rappresentano la reale portata dei flussi turistici in riviera e nel savonese, perchè la maggior parte dei turisti alloggia in strutture “sommerse”.
    Strutture alberghiere ed extralberghiere che pagano le tasse e lavorano su qualità e servizi devono purtroppo fronteggiare questo fenomeno.
    Sul terreno dell’abusivismo, quindi, è necessario affrontare il problema della concorrenza sleale, da parte soprattutto degli appartamenti ammobiliati ad uso turistico, che usufruiscono di grandi portali internazionali.
    A tale proposito, è nostra intenzione promuovere un’operazione nei confronti delle cosiddette online travel agencies (OTA): chiederemo che comincino a vendere strutture che sono in regola, con regolare comunicazione, alla Regione e al Comune, dell’immissione sul circuito turistico della propria struttura.
    Bastano cinque minuti, un fax o una e-mail, ma garantisce regole uguali per tutti.
    Il “sommerso” vale circa quattro volte rispetto ai dati reali: tradotto, quattro turisti su cinque nel savonese soggiornano in strutture “abusive”, ovvero non registrate e comunicate per fini turistici.
    La stima del “sommerso” è stata elaborata dall’Osservatorio Turistico Regionale analizzando alcuni parametri (consumi elettrici, gas, acqua, rifiuti ed altri indicatori).
    Si tratta pertanto di un dato orientativo che però incide sempre di più sulla nostra realtà turistica.
    Infine, alcune considerazioni sull’andamento degli arrivi e delle presenze nelle altre province liguri.
    In Liguria gli arrivi sono aumentati quasi dell’8% rispetto al 2014 (con una crescita del 23% nelle strutture ricettive alberghiere) e le presenze quasi del 5,5% (con una crescita del 12% nelle strutture ricettive non alberghiere).
    In provincia di La Spezia, invece, gli arrivi aumentano di quasi il 18% e le presenze di quasi il 14%, con una crescita del 26% nelle strutture ricettive non alberghiere.
    In provincia di Genova gli arrivi + 5,6% e le presenze +6,2%, mentre in quella di Imperia gli arrivi +6,6% e le presenze +4,1%.

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    Flussi turistici Stagione 2015 – Dati delle province di Savona, Imperia, Genova e La SpeziaScarica pdf

    Flussi turistici Stagione 2015 – Grafici delle province di Savona, Imperia, Genova e La SpeziaScarica pdf

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  • Parity Rate - Angelo Berlangieri - Unione Provinciale Albergatori Savona - Pianeta Turismo

    Parity Rate: no all’ingerenza dell’UE

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    E’ di questi giorni la notizia che la Commissione dell’Unione Europea non sarebbe d’accordo sulla norma, inserita nel disegno di legge sulla “concorrenza” e di recente approvata dalla Camera dei Deputati, che abolirebbe l’obbligo del Parity Rate per le strutture ricettive italiane, tanto da minacciare il nostro paese dell’apertura di una procedura d’infrazione nel caso in cui la norma fosse definitivamente approvata dal Senato!
    Questo atteggiamento è del tutto ingiustificato e inaccettabile e chiediamo con forza al Parlamento Italiano e al Ministro Franceschini, che da sempre con convinzione e passione ha sostenuto questa tesi, di andare avanti nell’interesse del turismo e del sistema delle sue imprese ricettive.
    Di che cosa si tratta e perché la posizione dell’UE non ha fondamento e peggio si rivela di fatto protettrice di una lobby contro gli stessi principi di libertà economica enunciati nel Trattato dell’Unione.
    La norma in sintesi elimina l’obbligo per le strutture ricettive di praticare online gli stessi prezzi di vendita del soggiorno praticati dai portali “turistici” di e-commerce quali ad es. Booking, Venere, Expedia, ecc. In pratica con la nuova norma un albergo potrebbe vendere con il proprio sistema di booking online un soggiorno ad un prezzo inferiore a quello con cui lo stesso viene venduto ad esempio da Booking.com. Si potrebbe obiettare che è giusto che l’albergo e le OTA (Online Travel Agencies) con cui lavora pratichino gli stessi prezzi di vendita per non disorientare il cliente e per non danneggiare il lavoro di promozione e le aspettative di ricavo delle OTA stesse con politiche di ribasso dei prezzi. Questa obiezione di senso comune non tiene conto purtroppo della realtà di fatto.
    Oggi i portali di vendita detengono in un contesto di vero e proprio oligopolio la quasi totalità del mercato online ponendo le imprese ricettive in una posizione di debolezza e “sudditanza” per cui per poter aver accesso al mercato via web (peraltro sempre più importante!) sono costrette a riconoscere provvigioni sul fatturato progressivamente crescenti erodendo sempre più i margini di utile necessari, oltre che alla propria remunerazione, per sostenere gli investimenti in innovazione di prodotto e di processo.
    La norma in questione, abolendo l’obbligo al Parity Rate, è una norma che riequilibra le posizioni ponendo portali di vendita online e imprese ricettive in una posizione, non solo formale ma effettivamente sostanziale (che è poi quello che conta davvero nelle trattative commerciali), di parità! Infatti con la nuova norma il Parity Rate da obbligo ineludibile diventa oggetto di trattativa tra le parti fornendo all’albergatore un’opportunità che oggi non ha per definire con la sua controparte prezzo di vendita e provvigione sul fatturato in cambio di parità dei prezzi praticati!
    Perché allora osteggiare una norma che crea una situazione di libera concorrenza reale (la libertà formale in cui di fatto una parte prevarica l’altra non mi sembra una grande libertà!) a tutto vantaggio di un oligopolio strutturato e dal potere crescente? Non è giustificabile e non è accettabile, il Turismo e le sue imprese meritano rispetto e non la superficialità imbarazzante con cui viene trattato dai burocrati dell’UE!

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  • tassa di soggiorno e legge di stabilità - Angelo Berlangieri - Unione Provinciale Albergatori di Savona - Pianeta Turismo

    Tassa di soggiorno e legge di stabilità

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    Una moratoria sulla tassa di soggiorno nella legge di Stabilità. È questo l’elemento di maggiore interesse per il settore alberghiero, presente all’interno del provvedimento promosso dal Governo, evidenziato questa mattina da Barbara Casillo, direttore generale Confindustria Alberghi, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati turistici della stagione da gennaio a settembre 2015 organizzata dall’Unione Provinciale degli Albergatori di Savona.
    Gli enti locali, dunque regioni, province e comuni che già non l’hanno adottata, non possono più inserire la cosiddetta tassa di soggiorno.
    Ciò è decretato dall’articolo 4, comma 14, della Legge di Stabilità, che sospende, fino al 31 dicembre 2016, il potere degli enti locali di deliberare aumenti di tributi. Dunque, una vera e propria ‘moratoria’ sull’inserimento della tassa di soggiorno, spesso utilizzata come bancomat dai comuni.
    Questo è un grande traguardo raggiunto dal nostro settore, risultato delle nostre battaglie, che nascono sulla base delle segnalazioni dei territori.
    Gli altri fronti su cui stiamo agendo è il contrasto all’abusivismo nell’ambito delle strutture ricettive, causato da un’assenza di normativa che determinano forme di concorrenza sleale e mancanza di trasparenza, oltre all’aspetto della pressione fiscale, su tematiche specifiche come IRAP, dove abbiamo chiesto un intervento relativo ai lavoratori stagionali, IMU, che vede gli alberghi pagare spesso troppo in qualità di strutture di classe D, e TARI, dove capita che le strutture paghino in base ai metri quadri e non alle effettive presenze. C’è molto lavoro da fare, e Confindustria Alberghi sta portando avanti le proprie istanze su più fronti, a tutela degli operatori, al fine di garantire la migliore offerta ai consumatori.
    Per quanto riguarda, invece, i dati relativi alla stagione turistica da gennaio a settembre 2015, i numeri ufficiali certificano una nostra sensazione più volte ribadita negli ultimi mesi: c’è stato un buon movimento in termini di persone che sono venute in provincia di Savona a trascorrere le loro vacanze, e gli arrivi sono cresciuti sul territorio di quasi il 6%.
    Tuttavia, questo aumento non ha trovato corrispondenza nel numero delle presenze, ovvero delle notti trascorse – che per gli albergatori è quello più decisivo, poiché genera fatturato – aumentate in percentuale molto meno, 2,5%, ma con una crescita nelle strutture ricettive non alberghiere.
    Dunque, sono maggiori gli italiani e gli stranieri venuti in provincia di Savona, ma la capacità di spesa complessiva non è aumentata in maniera considerevole: il fatturato degli alberghi è rimasto sostanzialmente lo stesso rispetto al 2014, con un buon movimento legato al clima, ma a conferma inequivocabile di una crisi economica diffusa che continua a far sentire i suoi effetti.
    Il 70% di turisti è italiano, in prevalenza da Piemonte e Lombardia, il 30% è straniero, in particolare tedeschi, svizzeri e austriaci, ma anche francesi, belgi e olandesi.
    Pesa, a causa dei noti eventi internazionali, il netto calo dei turisti russi con un -10% di presenze nelle località della provincia.
    E’ fondamentale riuscire a superare la situazione di difficoltà, attraverso un alleggerimento del carico fiscale, e puntando in maniera decisa sul contrasto all’abusivismo.
    Per quanto concerne la pressione fiscale, avevamo fatto sentire forte la nostra voce con la cosiddetta ‘marcia dei 600’, promossa da UPA Savona, con la quale avevamo manifestato la sofferenza del settore: con la nuova legge di Stabilità inizia a intravedersi qualche spiraglio.
    Sul terreno dell’abusivismo, è necessario affrontare il problema della concorrenza sleale, da parte soprattutto degli appartamenti ammobiliati ad uso turistico, che usufruiscono di grandi portali internazionali.
    A tale proposito, è nostra intenzione promuovere un’operazione nei confronti delle cosiddette online travel agencies (OTA): chiederemo che comincino a vendere strutture che sono in regola, con regolare comunicazione, alla Regione e al Comune, dell’immissione sul circuito turistico della propria struttura.
    Bastano cinque minuti, un fax o una e-mail, ma garantisce regole uguali per tutti.
    Strutture alberghiere ed extralberghiere che pagano le tasse e lavorano su qualità e servizi devono purtroppo fronteggiare questo fenomeno.
    Il “sommerso” vale circa quattro volte rispetto ai dati reali: tradotto, quattro turisti su cinque nel savonese soggiornano in strutture “abusive”, ovvero non registrate e comunicate per fini turistici.
    La stima del “sommerso” è stata elaborata dall’Osservatorio Turistico Regionale analizzando alcuni parametri (consumi elettrici, gas, acqua, rifiuti ed altri indicatori).
    Si tratta pertanto di un dato orientativo che però incide sempre di più sulla nostra realtà turistica.
    I dati sulle presenze sono falsati, quindi, e non rappresentano la reale portata dei flussi turistici in riviera e nel savonese, perchè la maggior parte dei turisti alloggia in strutture “sommerse”.

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