• Jazz'Inn 2019 - Pianeta Turismo - Angelo Berlangieri

    Jazz’Inn 2019: incontri in itinere tra jazz ed innovazione

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    Jazz’Inn 2019: lo slow dating for innovation a Laigueglia, in occasione del PercFest, connette domanda e offerta di innovazione in itinere.
    Sarà possibile incontrare gli attori dell’innovazione italiana sui seguenti temi:
    – Smartgovernment: i progetti di innovazione nella pubblica amministrazione;
    – Openindustry: open innovation per lo sviluppo delle imprese manifatturiere;
    – Innvocations: innnovare le vocazioni naturali del made in italy.

    Il programma prevede 17 call di open innovation, circa 200 presenze (imprese, startup, amministratori pubblici, investitori, centri di ricerca e professionisti) e 10 concerti jazz nei 4 giorni.

    Jazz’Inn consiste in 3 giornate durante le quali Ampioraggio coordina brainstrorming, tra aziende, amministratori pubblici e mondo dell’innovazione alla ricerca di soluzioni alle call di open innovation proposte.

    Incontri lenti, passeggiate empatiche e serate a base di jazz e buon vino, faranno da cornice a un duplice evento, che vuole valorizzare in modo concreto l’innovazione e trasformare due magnifici borghi italiani in luoghi di sviluppo sostenibile, unendo nord e sud in un ideale connessione tra due punti distanti.

    Venerdì 14 giugno | Programma

    – 9,00 / 10.00 – Registrazione partecipanti e coffee break
    – 10.00 / 10,20 – Presentazione in plenaria delle call
    – 10,20 / 14,00 – Tavoli di brainstorming sulle seguenti call

    1. Agorà Social Innovation
    2. Ancitel Città sostenibile
    3. Comune di Laigueglia / Mobilità sostenibile
    4. Comune di Perito / Valorizzazione di aree minori del Cilento
    5. DiCulther Scuola e cultura 4.0
    6. Ferraloro Riqualificazione Urbana
    7. Rulex Open Innovation per i big data
    8. Social Fab Lab / Sostenere investimenti con il Partenariato Pubblico Privato
    9. UPASV Innovazione prodotto turismo

    Jazz’Inn 2019: incontri in itinere tra jazz ed innovazione | Maggiori informazioni

    Jazz’Inn 2019 Jazz’Inn 2019
  • Turismo e Cultura - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo - Unione Provinciale Albergatori di Savona

    Turismo e Cultura, Turismo per la Cultura o Cultura del Turismo?

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    Pubblico volentieri il contributo sul tema Turismo e Cultura che mi ha inviato Stefania Bertini, Presidente Network of European Music Operators Geie, che ringrazio per la preziosa collaborazione.

    Nelle sue diverse accezioni il binomio turismo-cultura sembrerebbe scontato, e dovrebbe anzi rimandare concettualmente a mondi e a categorie di imprese con una storia già consolidata di collaborazione e partenariato, tuttavia  in Italia, e nello specifico in Liguria, questo binomio rappresenta nella realtà più diffusa un vissuto di ambiti paralleli e non sempre comunicanti.
    Innanzitutto, cosa si intende per cultura? Oggi più che mai il concetto di cultura può essere inteso in senso ampio, sia come  ricchezza di un patrimonio artistico e culturale di cui fanno parte per esempio, gli edifici storici, le costruzioni a carattere religioso, le opere custodite nei musei e nelle gallerie d’arte, sia come bagaglio di conoscenze, usi, costumi e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione.
    Da un punto di vista antropologico, la cultura è sostanzialmente legata a territori e popoli, di cui racconta e rappresenta la storia, l’esistenza, l’anima più profonda. Un tale concetto oggi sembra affascinare sempre più i turisti, che si muovono spinti dal desiderio di fare esperienze autentiche di vita locale, attraverso le tradizioni culinarie ed enogastronomiche, gli eventi folkloristici, le manifestazioni in grado di riproporre tradizioni e abitudini tipiche, quali memorie di un passato quanto mai attuale e ricercato. In termini quantitativi, risulta che sulla Liguria  la domanda turistica interessata al patrimonio artistico e culturale si compone in maniera pressoché uguale di italiani e stranieri, con una concentrazione lievemente più elevata di turisti internazionali (51%) (dalla ricerca del 2009 sul Turismo Culturale promossa da Unioncamere Liguria e Regione Liguria).
    In questo panorama ancora diverso è il significato e il ruolo dell’evento turistico culturale cioè  della manifestazione di due o più giorni che muove intorno a un interesse specifico (danza, teatro, letteratura, scienza, musica, ecc.) un target di pubblico nazionale e internazionale molto omogeneo per tipologia, età e abitudini che sceglie di soggiornare in una determinata località per partecipare all’evento con un tempo dedicato e di fatto costruendo una mini-vacanza intorno alla manifestazione di suo interesse (in genere si tratta di festival, rassegne, incontri organizzati a tema).
    Dunque la Liguria, dove  ospitalità, enogastronomia, patrimonio artistico ed eventi culturali sono il corredo ideale di una regione già di per sé molto attrattiva per le proprie bellezze naturalistiche, sia sul mare che nell’entroterra , sembra possedere tutti i requisiti necessari per definirsi come una eccellenza per il turismo culturale europeo.
    Ad oggi però questa potenzialità non risulta essere ancora stata sviluppata a fondo, perché  questi quattro segmenti che insieme esprimono contenuti e qualità dell’offerta turistica  manifestano ancora grande difficoltà a costruire insieme un dialogo capace di operatività nella realizzazione di un unico sistema. Raramente infatti chi si occupa del patrimonio artistico e museale è interessato a costruire rapporti stabili di partenariato con chi si occupa di organizzare eventi di musica, danza, spettacolo dal vivo.
    Analogamente tra gli imprenditori del turismo e gli operatori culturali non si è ancora consolidata l’abitudine di progettare insieme prodotti turistici e modelli di promozione integrata.
    Quando ciò raramente avviene, spesso grazie anche al ruolo incentivante svolto in questo senso dalle Associazioni di Categoria, è merito dell’iniziativa di alcuni singoli soggetti che cercano di unire le forze per offrire un migliore servizio ai propri ospiti e per sperimentare opportunità di destagionalizzazione.
    Manca nella nostra Regione un sistema organizzato, formato dalle imprese turistiche e da quelle della cultura, in grado di progettare e sviluppare insieme percorsi coordinati e innovativi dove la collaborazione tra i soggetti possa creare  prodotti turistici nuovi in cui niente sia lasciato al caso, affinché l’utente che sceglie una determinata destinazione spinto da motivazioni di tipo culturale possa trovare un contesto in cui la propria passione incontra la migliore ospitalità e l’accompagnamento enogastronomico ideale fin dalle fasi di prenotazione del soggiorno.
    La parola d’ordine verso cui sembrano richiamarsi le destinazioni europee più gettonate, che non sono soltanto le grandi capitali, è “tematizzazione”, ovvero appunto la capacità di armonizzare sotto il profilo dei contenuti il prodotto turistico pensato per il turista straniero, soprattutto extraeuropeo. Perché la scelta di un tema condiviso  che caratterizza l’identità della destinazione prescelta, intorno al quale si armonizzano insieme i dettagli dell’accoglienza, i contenuti enogastronomici proposti dai ristoratori nonché l’offerta culturale – museale e di spettacolo – è ciò che garantisce l’esperienzialità autentica della vacanza, e dunque il suo successivo permanere nella memoria dell’utente. Modelli pilota di questo tipo di turismo sono alcune località delle Isole Baleari, della Provenza,  dell’Arcipelago di Malta, della Normandia, di Tallin solo per fare alcuni esempi, dove il concept dell’offerta turistica si è concentrato nella valorizzazione di un’idea forte che coinvolge tutti gli operatori, opportunamente tradotta con operazioni di marketing in grado di veicolarla sui diversi target di riferimento.
    Per raggiungere risultati di questo genere l’unica strada possibile è quella di avviare e perseguire con costanza processi decisi che garantiscano la costruzione di un dialogo tra mondo del turismo e mondo della cultura, con la creazione di reti o piattaforme in cui gli esponenti di questi settori si abituino a progettare insieme proposte, e prodotti turistico-culturali, condivisi.
    Il tema delle reti (d’imprese od operatori) è spesso dibattuto tra chi le sostiene e promuove e chi ne vede solo gli aspetti negativi (investimento iniziale, perdita di tempo, difficoltà a individuare la leadership idonea, progressivo sfaldamento dei partecipanti). Di fatto l’unico elemento che tiene viva una rete di  soggetti è il compiere insieme azioni in cui ciascuno dei partecipanti si senta davvero coinvolto. La partecipazione a una rete mostra la sua efficacia solo quando sviluppa percorsi concreti in cui le persone, ciascuno con il proprio ruolo,  svolgono azioni che realizzano un’idea, un progetto, un prodotto finale. Perché è la condivisione che crea l’esperienza, evidenzia elementi comuni tra le persone, stimola la creatività e crea il gruppo. E l’azione sinergica di un gruppo rappresenta sempre un elemento di forte attrattiva per qualunque soggetto esterno, compreso il turista che sceglie non solo una determinata località, ma l’anima che in essa si esprime, e di cui desidera sperimentare l’essenza, e trattenere la memoria.
    Non a caso l’Unione Europea riunisce nell’unico comparto “Creative Industry” tutte le imprese che operano nel settore della creatività e dell’esperienza, da quelle del turismo e della cultura, a quelle dell’enogastronomia e delle arti visive e cinematografiche, alla moda, all’artigianato, alle arti in genere.
    Perciò per aprirsi a nuovi mercati e in essi consolidare la propria offerta, la Liguria è chiamata ad affrontare nuove sfide sui contenuti e sui processi, tali da coinvolgere realmente i suoi operatori, dalle cui rinnovate consapevolezze possono decollare risultati a lunga durata.

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  • Rete Ciclabile della Liguria - Piste Ciclabili Liguria - Sport Turismo - Angelo berlangieri - Pianeta Turismo

    Rete Ciclabile della Liguria: opportunità turistica da sfruttare

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    In questi ultimi anni in Liguria si è parlato molto di piste ciclo-pedonali.
    Queste infrastrutture non solo interessano la mobilità sostenibile dei residenti, ma hanno anche un’importante rilevanza turistica per cicloturisti, turisti ciclisti ed escursionisti.
    Il progetto di Rete Ciclabile della Liguria nasce nel 2012 con l’approvazione della proposta della Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) per la creazione di cinque itinerari ciclabili a rete che attraversino la Liguria e le consentano di essere inserita nelle reti ciclabili italiane (Bi Italia) ed europee (Eurovelo):

    • Greenway dell’Arco Ligure – 367 km;
    • Via Pedemontana – 40 km;
    • Via del Mare – 50 km;
    • Via dei Monti – 120 km;
    • Via dei Pellegrini – 50 km.

    Si tratta di itinerari in parte dedicati (piste ciclabili in sede propria) e in parte che sfruttano viabilità a basso traffico o percorsi pedonali. La filosofia di fondo è quella di costruire solo il necessario e di recuperare e utilizzare tutto ciò che già esiste e consente di andare in bicicletta in modo sicuro e piacevole.
    La Rete Ciclabile della Liguria è un progetto complesso, che considerando il territorio ligure molto articolato e particolare,  la Regione Liguria sta sviluppando in passaggi successivi.
    Ad oggi, il disegno complessivo di pista ciclabile ligure ammonta a 915 km, di cui 574 km già realizzati (91 km su piste in sede propria, 12 km su percorsi pedonali e 471 km su strade esistenti), 188 km in progettazione, 30 km in realizzazione e 123 km ancora da studiare e progettare.
    Nelle scorse settimane la Giunta regionale ha stanziato circa 1,6 milioni di euro di fondi ex Fas per altri tre tratti di pista ciclabile:

    • Il primo intervento prevede la realizzazione del completamento ciclabile e pedonale in località Capo Santo Spirito in provincia di Savona con un finanziamento complessivo di 1,4 milioni di euro;
    • Il secondo intervento riguarda il completamento della pista ciclabile della Val Nervia in provincia di Imperia, per collegare il centro storico di Dolceacqua e il tratto nel Comune di Camporosso, grazie a un finanziamento di 115 mila di euro;
    • Il terzo intervento riguarda il completamento della pista ciclabile della Val Bormida per collegare i centri abitati di Carcare, Cosseria e Millesimo, grazie ad un finanziamento di oltre 103 mila euro.

    La Regione, inoltre, sempre nel 2012, ha emanato il disciplinare per l’adesione al Club di Prodotto Liguria Bike. In questo modo ha certificato le imprese ricettive vocate all’accoglienza dei cicloturisti.
    Ad oggi le strutture certificate in Liguria sono 39:

    • 17 in provincia di Savona;
    • 11 in provincia di Imperia;
    • 6 in provincia di Genova;
    • 5 in provincia di la Spezia.

    Altre 10 strutture, invece, sono in attesa di certificazione. Per sostenere la mobilità ciclo-pedonale dei liguri e dei turisti, Regione Liguria e Trenitalia, all’interno del contratto di servizio, hanno stabilito la gratuità del trasporto bici sui treni regionali. Fino ad oggi, ogni anno quasi 9.000/10.000 persone ne hanno usufruito e, molto probabilmente, nei prossimi anni gli utenti aumenteranno in via esponenziale.
    In Liguria da diversi anni è iniziata la riconversione della linea ferroviaria dismessa.
    La pista ciclo-pedonale del Parco Costiero Riviera dei Fiori, da Ospedaletti a San Lorenzo al Mare, rappresenta oggi l’esempio più importante di riconversione, promozione, valorizzazione e sviluppo delle potenzialità ambientali e turistiche dell’ex sedime ferroviario sul mare.
    Questi 24 km di pista costituiscono infatti, uno dei percorsi sul mare più belli ed affascinanti d’Europa.
    Nei prossimi anni, molto probabilmente, saranno disponibili ulteriori 55 km: 20 km da San Lorenzo al Mare ad Andora e 35 km da Andora a Finale Ligure.
    In provincia di Savona, Regione e Comuni stanno lavorando da diversi anni al progetto di un’unica pista ciclo-pedonale da Vado Ligure ad Arenzano, utilizzando la ferrovia dismessa, i percorsi su strada e le piste su sede propria.
    Alcuni tratti sono già stati realizzati (ad esempio a Celle Ligure, Varazze ed Arenzano), altri, invece, hanno già i progetti approvati, devono però essere reperite le risorse per realizzarli.
    Nello spezzino in questi anni è stato fatto un importante lavoro di recupero e riconversione dell’antica linea ferroviaria e oggi la pista da Framura a Levanto (5,5 km) rappresenta uno dei percorsi più suggestivi tra i basalti ed il mare.
    In provincia di Genova la situazione è leggermente più complessa: diversi tratti sono già dismessi e parzialmente recuperabili quali piste ciclo-pedonali, altri verranno dismessi in futuro, mentre in alcune zone deve ancora essere individuato e progettato il relativo percorso.
    Ragionando in un’ottica di medio-lungo periodo, la Liguria diventerà la regione con la pista ciclo-pedonale più lunga d’Italia e uno dei territori con il percorso più esteso d’Europa.
    Insomma, un prodotto unico al mondo nel suo genere da promuovere, sostenere e valorizzare non solo dal punto di vista ambientale e sportivo, ma soprattutto da quello turistico ed economico.
    Questo progetto oggi rappresenta una delle opportunità più importanti per provare a destagionalizzare e diversificare l’offerta turistica ligure e savonese.
    Non si può continuare a puntare solamente sul turismo balneare. E’ fondamentale, per non dire prioritario, riuscire ad essere attrattivi tutto l’anno. Sono cambiati i tempi e sono cambiate le richieste e le esigenze dei turisti. Occorre stare al passo con i tempi, anzi bisogna anticipare i nostri diretti competitors, che non devono essere visti come una minaccia, ma bensì come una risorsa.
    La Liguria, tra limiti e potenzialità, è un territorio unico nel panorama nazionale ed europeo.
    Oltre a questo importante e innovativo settore di mercato, bisogna però puntare anche su altre peculiarità ed opportunità che il territorio ligure e la provincia di Savona offrono: cultura, arte, storia, musica, enograstronomia e benessere solo per citarne alcune.
    L’Unione Provinciale Albergatori di Savona ha deciso di investire risorse economiche ed umane per rilanciare e valorizzare il turismo savonese: dalla promozione turistica al marketing operativo strategico, dall’innovazione del prodotto turistico alla partecipazione ai bandi europei, dalla competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese all’inserimento nel mondo del lavoro dei diplomati e dei laureati.
    In poche parole, se ognuno fa la propria parte possiamo farcela insieme.
    Non perdiamo questa occasione, perché potrebbe essere l’ultima.

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