• Crollo Ponte Morandi - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Crollo Ponte Morandi: rabbia e tristezza

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    Sono trascorsi sei giorni da quel maledetto momento in cui ho realizzato che il ponte che avevo percorso tante volte era crollato, non si sa ancora esattamente perché, certo non per fatalità o mistero, spezzando 43 vite, che stavano semplicemente percorrendo una strada (ma si può morire in questo paese per l’incuria e l’arretratezza delle sue infrastrutture? Sembra assurdo e incredibile ma la risposta, purtroppo, è si!), e ferendo profondamente Genova e la mia Liguria.
    Sei giorni di tristezza, dolore, pianto e silenzio, si per me (ed è un mio modo di pensare ed essere non certo la “regola” o la verità del modo di essere) il silenzio in questi momenti è rispetto per chi non c’è più, per chi piange i suoi cari, per chi ha perso i luoghi e la casa dove viveva, e per chi con un’incredibile forza morale e di volontà ha lavorato e ancora lavora in quei luoghi di tragedia per salvar vite e recuperare corpi.
    Silenzio è anche un modo per riflettere su quanto accaduto e maturare delle proprie opinioni e rendersi conto(questa è la mia sensazione) che dopo le 11.36 del 14 agosto le cose non saranno più come erano prima!
    Ci si aspetta che venga accertata, in tempi ragionevoli, la responsabilità di tutta la catena decisionale e di controllo senza fermarsi agli ultimi anelli quali capro espiatorio per tutto e per tutti e che tutti i colpevoli senza distinguo ne’ risponda secondo legge, e quanto ci si attende da uno Stato che rispetta se stesso e i suoi cittadini: che le colpe accertate siano punite!
    Ci si aspetta la ricostruzione e che si ponga fine ad una arretratezza ed inadeguatezza delle infrastrutture di collegamento liguri a dir poco imbarazzante. Non doveva certo essere una tragedia a rendere il tema stringente e prioritario ma tant’è così è successo! Rabbia e tristezza! Si riuscirà per una volta a fare in modo che l’interesse collettivo prevalga su quello di parte, sulle strategie del marketing politico, sulla caccia ai like e ai “mi piace”, si riuscirà a vedere uno Stato coeso che propone e realizza in tempi ragionevoli una soluzione condivisa sostenibile, in tutti i sensi, al problema ligure?
    Ci si può dividere su tanti temi, sul concetto di giustizia, su come si concepisce la società, ecc. ma ci sono aspetti del tutto trasversali la cui gestione va oltre le legislature (e quindi può interessare chi oggi è opposizione domani come maggioranza e viceversa) e che dividono solo strumentalmente per il consenso della propria parte a prescindere dal bene comune.
    È un dato di fatto che il sistema economico ligure, in cui mare, porti e turismo oggi giocano un ruolo non esclusivo ma essenziale, se non si risolve il problema delle infrastrutture è destinato ad un inarrestabile declino!
    È possibile o è utopia? Non lo so, so soltanto che una parte di Stato, le forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, ecc, in questi giorni ha dimostrato con coraggio e responsabilità che esiste uno Stato capace nei fatti di dare tutto se stesso per il bene di tutti! Forse basta solo volerlo!

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  • Fondo Sociale Europeo - Regione Liguria - Corso per DJ

    Corso per DJ: aperte le iscrizioni fino al 21 maggio

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    Grazie al Fondo Sociale Europeo 2014/2020 (Asse 1 “Occupazione” – Ob 2 e 3 del PO) Regione Liguria investe nel mondo della cultura e dello spettacolo per disoccupati e non occupati.
    Cescot Liguria, Unione Provinciale Albergatori di Savona e Mivida Srl organizzano un corso per dj, rivolto a 32 giovani e adulti disoccupati e persone in stato di non occupazione.
    Requisiti richiesti: possesso di qualifica triennale/diploma di scuola secondaria superiore o titolo equivalente legalmente riconosciuto e buona conoscenza della lingua italiana.
    Il 40% dei posti sarà riservato a donne, salvo che gli esiti delle prove di selezione non consentano di raggiungere questa percentuale.
    Al termine del percorso del percorso l’allievo qualificato dovrà essere in grado di condurre trasmissioni radiofoniche musicali, condurre un dj set, realizzare compilation musicali in linea con i contesti in cui è chiamato ad operare.
    Dovrà essere inoltre in grado di promuovere sé stesso come professionista del settore, saper usare strumenti social all’uopo realizzati, sapersi promuovere presso tutti i soggetti potenzialmente beneficiari della propria opera.
    Dovrà aver acquisito competenze relazionali tali da poter intrattenere i rapporti necessari allo svolgimento della propria attività in rapporti con le realtà economiche interessate.
    Dovrà aver appreso competenze di marketing e di business tali da consentirgli di sviluppare il proprio ruolo professionale in termini di costruzione di valore per i potenziali clienti.
    Per accedere al corso gli interessati dovranno presentare apposita domanda di iscrizione, entro le ore 12.30 del 21 maggio 2018,  esclusivamente a mano presso il CESCOT di via Balbi 38 a Genova oppure presso il CESCOT di via Paleocapa 3 a Savona.
    Insieme alla domanda è necessario presentare: carta d’identità, codice fiscale e, se cittadino extracomunitario, permesso di soggiorno; curriculum datato e firmato; fototessera; marca da bollo da 16 euro.
    Al termine del corso verrà rilasciato attestato di qualifica (Repertorio Disc Jockey – ISTAT 3.4.3.1.1 – Annunciatori della radio e della televisione).
    Il corso, che si svolgerà tra giugno e ottobre (esame finale), ha una durata complessiva di 480 ore tra formazione teorico/pratica in aula e stage (144 ore).
    Le sedi del corso sono presso il CESCOT di Genova (16 posti) ed il CESCOT di Savona (16 posti).
    Per maggiori informazioni:
    CESCOT Genova: 010251551 – www.cescot-ge.it
    CESCOT Savona: 0198401492 – www.cescotsavona.it

    Corso per DJ – fondo Sociale Europeo 2014/2020 – Scheda di iscrizione

    Corso per DJ – Fondo Sociale Europeo 2014/2020 – Bando

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  • 2017 da record per i musei italiani - Pianeta Turismo - Angelo Berlangieri

    2017 da record per i musei italiani

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    “I dati definitivi del 2017 segnano il nuovo record per i musei italiani: superata la soglia dei 50 milioni di visitatori ed incassi che sfiorano i 200 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2016 di circa 5 milioni di visitatori e di 20 milioni di euro”.
    “Il bilancio della riforma dei musei – prosegue il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – è davvero eccezionale: dai 38 milioni del 2013 ai 50 milioni del 2017, i visitatori sono aumentati in quattro anni di circa 12 milioni (+31%) e gli incassi di circa 70 milioni di euro (+53%). Risorse preziose che contribuiscono alla tutela del nostro patrimonio e che tornano regolarmente nelle casse dei musei attraverso un sistema che premia le migliori gestioni e garantisce le piccole realtà con un fondo di perequazione nazionale. I musei e i siti archeologici italiani stanno vivendo un momento di rinnovata vitalità e al successo dei visitatori e degli incassi corrisponde una nuova centralità nella vita culturale nazionale, un rafforzamento della ricerca e della produzione scientifica e un ritrovato legame con le scuole e con i territori”
    “Per il quarto anno consecutivo – sottolinea Franceschini – l’Italia viaggia in controtendenza rispetto al resto d’Europa con tassi di crescita a due cifre, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno che, anche nel 2017, hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione del trend nazionale. La Campania è ormai stabile al secondo posto della classifica delle regioni più virtuose: la rinascita di Pompei è stata sicuramente da traino ma sono state molto positive anche le altre esperienze delle gestioni autonome dalla Reggia di Caserta, al Museo archeologico Nazionale di Napoli, a Capodimonte, a Paestum”
    “Nel 2017 – conclude Franceschini – tutti i musei hanno registrato significativi tassi di crescita, ma il patrimonio archeologico è stato il più visitato: circa un terzo dei visitatori si sono concentrati tra Pompei, Paestum, Colosseo, Fori, Ostia Antica, Ercolano,  l’Appia antica e i grandi musei nazionali come Napoli, Taranto, Venezia e Reggio Calabria e il Museo nazionale romano”.
    Sul podio delle regioni con il maggior numero di visitatori il Lazio (23.047.225), la Campania (8.782.715), la Toscana (7.042.018); i tassi di crescita dei visitatori più elevati sono stati registrati in Liguria (+26%), Puglia  (+19,5%) e Friuli Venezia Giulia (15,4%).
    Per quanto riguarda la Liguria, si è passati dai 203.262 visitatori del 2016 ai 255.958 nel 2017.
    A Genova si sono registrati gli aumenti più evidenti. Palazzo Reale si attesta tra i cinque posti della cultura nazionale più visitati in Italia, con un più 14% di visitatori.
    Tra i luoghi tradizionalmente meno visitati, due liguri occupano il secondo ed il terzo posto per incremento percentuale: il Forte di Santa Tecla a Sanremo è passato dai 17.464 visitatori del 2016 ai 48.565 del 2017 (+178%), mentre la Villa Romana del Varignano a Porto Venere è passata dai 1.489 visitatori del 2016 ai 3.470 del 2017 (+133%).
    Per la direttrice del Polo museale Ligure Serena Bertolucci, questo risultato “è dovuto a una serie di lavori importanti per i luoghi della cultura a Genova e in Liguria: per prima cosa li abbiamo resi visibili con un’azione di riconoscimento e affermazione di apertura alla città e alla regione. Abbiamo voluto far capire ai genovesi e ai liguri, ma anche a chi viene a vedere il museo che il patrimonio è il loro. Svecchiamo l’idea del museo che conserva, il museo restituisce quello che conserva”.

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