• Turismo 2015 la Liguria chiude con il segno positivo - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo - Confindustria

    Confindustria: i mercati finanziari danno fiducia all’Italia, ma i consumi restano in attesa

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    Sui mercati finanziari c’è più fiducia nell’Italia, ma i consumi restano in attesa, pronti a scattare. In Italia i servizi vanno peggio dell’industria, gli investimenti privati faticano a ripartire, l’export è in altalena. Dinamica incerta degli scambi mondiali, Eurozona a rilento, mentre gli USA ripartono con massicce misure di policy.

    Più fiducia sui mercati. I mercati finanziari ora danno credito all’Italia: il tasso sovrano ha registrato un netto calo a febbraio a riflesso della formazione del nuovo Governo. Il BTP decennale è ai minimi storici (0,52% medio nel mese), lo spread sulla Germania a +0,98%, valore che non si vedeva dal 2015. Questo calo, se permanente, taglia il costo del debito per il Paese. Anche la Borsa italiana ne ha beneficiato, recuperando rapidamente dopo il ribasso di gennaio (+6,1% da inizio febbraio), pur rimanendo sotto i valori pre-Covid (-9,8%). Ciò potrebbe spingere la fiducia di famiglie e imprese italiane (rimasta debole a gennaio) e migliora lo scenario per il PIL nel 2021. Anche se le restrizioni anti-Covid restano in campo e nel 1° trimestre un recupero dell’attività è ormai compromesso. Peraltro, rischi al ribasso emergono riguardo al ritmo di aumento dei vaccinati: deve essere più rapido per raggiungere le soglie obiettivo fissate a livello UE entro giugno. L’effetto netto è che cresce la probabilità di un segno positivo del PIL già nel 2° trimestre, ma si conferma che un vero rimbalzo si potrà avere solo nel 3° trimestre.

    Consumi fermi, pronti a scattare. Lo scenario incerto e i limiti a spostamenti e acquisti spingono una parte delle famiglie a risparmiare: nel 2020 i depositi hanno registrato un aumento “extra” di 26 miliardi rispetto al trend (pari al 2,7% dei consumi privati; stime CSC). La domanda interna resta debole a gennaio: gli ordini domestici dei produttori di beni di consumo sono stabili; le immatricolazioni di auto sono salite dello 0,4%. Ma un allentamento delle restrizioni potrebbe rilanciare fortemente i consumi.

    Servizi peggio dell’industria. Nei servizi la flessione dell’attività è meno marcata a inizio 2021 (PMI risalito a 44,7), ma le condizioni di domanda restano deboli a causa delle misure anti-pandemia ancora in campo. Nell’industria, il PMI è salito a 55,1 a gennaio, segnalando un rafforzamento del recupero; la produzione ha iniziato il 2021 con una crescita dell’1,0%, dopo aver chiuso debole il 2020 (stime CSC).

    Investimenti privati: ripartiranno? I prestiti alle imprese hanno corso nel 2020, toccando un picco al +8,5% annuo a dicembre, senza però che il maggior debito si potesse tradurre in investimenti, data l’erosione del cash flow in molti settori. Le prospettive per gli investimenti restano deboli nel 2021: le aziende prefigurano un aumento della spesa, ma rispetto ai minimi del 2020 (indagine Banca d’Italia).

    Export in altalena. L’export italiano di beni è calato del 4,1% in dicembre, vanificando l’aumento di novembre; la flessione è diffusa ai mercati UE ed extra-UE e ai principali gruppi di beni. Nel complesso del 2020 l’export è caduto del 9,2%, ma con una progressiva e accidentata risalita dopo il crollo iniziale: tale recupero è stato trainato dalle vendite in Germania, USA e Cina. Secondo gli ordini manifatturieri esteri, le prospettive per inizio 2021 sono abbastanza positive, specie nei beni intermedi e di investimento, grazie al rafforzamento della domanda in mercati esteri chiave (Europa e Nord America).

    Scambi mondiali incerti. Grazie a un graduale recupero, il commercio mondiale è tornato sopra i livelli pre-crisi a fine 2020. Le prospettive per inizio 2021 sono ancora frenate dall’incertezza sulla diffusione della pandemia, come segnalato dall’indebolimento degli ordini esteri globali (PMI a 50,1 a gennaio). Buon segnale dal prezzo del Brent a febbraio, balzato a 64 dollari al barile, vicino al livello pre-Covid.

    Eurozona fragile. Il PMI confermato sotto quota 48 indica che a inizio 2021 prosegue la contrazione dell’economia, specie nei servizi. Nel 2020 il PIL dell’Euro area ha limitato il calo al -6,8%, grazie a un 4° trimestre meno negativo dell’atteso (-0,7%). A seguito delle misure di sostegno messe in campo dai vari paesi, l’andamento dell’input di lavoro si è slegato da quello dell’output: a fine anno il numero di occupati ha continuato a crescere (+0,3%), dopo il +1,0% dei mesi estivi. Tuttavia, nel complesso del 2020 l’occupazione è diminuita dell’1,8%. Questo contribuisce a spiegare perché a inizio 2021 quasi una famiglia su tre veda la propria situazione finanziaria peggiorata, anche in Germania e Francia.

    USA: massicce misure di policy. A febbraio la nuova amministrazione USA del Presidente Biden ha presentato l’American Rescue Plan: il piano ha una dimensione di 1.891 miliardi di dollari in tre anni, con il grosso concentrato già nel 2021. I maggiori capitoli di spesa sono: un’integrazione degli assegni alle persone con reddito sotto i 75.000 dollari e dei sussidi federali settimanali di disoccupazione (fino a settembre); un aumento del 15% dei benefici del Programma di assistenza nutrizionale supplementare; un ampliamento del credito d’imposta (fino a 3.600 dollari) per i figli delle famiglie povere e della classe media; un innalzamento del salario minimo orario a 15 dollari (7,25 nel 2019); un’estensione delle moratorie su sfratti e pignoramenti; aiuti alle amministrazioni statali e locali per 350 miliardi; 170 miliardi per l’istruzione; 50 miliardi per i test Covid; un programma vaccinale nazionale da 20 miliardi. Il valore del Piano, nell’attuale assetto, è del 9,2% del PIL nel 2021 (10,0% entro il 2023), l’impatto sulla crescita è stimato a +12% in 2 anni: dovrebbe riportare gli occupati a valori di equilibrio entro il 2022.

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  • Rinnovato il protocollo d'intesa tra UPA Savona e Banca CARIGE - Angelo Berlangieri

    Rinnovato l’accordo tra Banca Carige e Unione Provinciale Albergatori di Savona

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    Oggi è stato rinnovato l’accordo di collaborazione tra Banca Carige e Unione Provinciale Albergatori di Savona, che prevede una serie di agevolazioni in ambito finanziario per le imprese associate, sia per quanto riguarda i finanziamenti sia per altri servizi bancari.
    Banca Carige, per sostenere le attività economiche del settore turistico in modo che possano superare questa fase di emergenza pandemica, ha messo a disposizione misure di sostegno che non solo recepiscono i provvedimenti del Governo, ma anche li integrano.
    Si tratta di un accordo che si rinnova da diversi anni e dimostra come Banca Carige voglia dare il proprio contributo per supportare economicamente questo settore trainante per l’economia locale, che è stato tra i più colpiti dal lockdown, ed agevolarne la ripartenza e la competitività sul mercato.
    In questa momento di grandissima difficoltà ed incertezza, non è facile trovare partner creditizi. Oggi il cash flow delle aziende è praticamente pari a zero e Banca Carige può contribuire a “mantenere in vita” le strutture alberghiere della provincia di Savona e a mettere le aziende in condizione di migliorare le strutture dal punto di vista dell’accoglienza e proporre nuovi servizi ai clienti.
    Ripartire significa fare investimenti e farli dopo mesi e mesi di chiusura è difficile, perché non c’è la liquidità.
    Come Unione Provinciale Albergatori di Savona abbiamo sempre evidenziato di non avere avuto sostegni adeguati dallo Stato, che ha risarcito meno del quattro per cento delle perdite subite.
    Non è possibile riaprire dall’oggi al domani senza fare investimenti, servono interventi e migliorie per non perdere importanti quote di mercato.
    La convenzione che è stata rinnovata oggi rappresenta un’occasione importante di finanziamento per dare la possibilità agli associati di riaprire e restare sul mercato.

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  • La soddisfazione dei turisti in vacanza in Liguria - Angelo Berlangieri - Ripartiamo Insieme

    Noi. Fieri e tenaci. Liguri. Ripartiamo insieme

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    Regione Liguria, con l’inizio della Fase 2, rende omaggio allo spirito fiero e tenace dei Liguri, che hanno resistito all’isolamento e ricominciano a lavorare la nostra terra e il nostro mare.
    E’ partita ieri una campagna che si ispira al fatto che la Liguria (come l’Italia) si è guadagnata la Fase 2 per merito dei suoi abitanti. I Liguri, chi in ospedale a lottare contro il male, chi a garantire il funzionamento delle nostre città, chi resistendo in casa hanno dato prova di un carattere straordinario che oggi ridiventa la qualità del nostro lavoro.
    La campagna televisiva, che è diffusa su tutte le emittenti liguri, inizia con i silenziosi paesaggi delle città, delle coste e dei territori della regione ai tempi dell’isolamento. Una bellezza struggente e abbandonata, i cui rumori sono solo quelli della natura. Il risveglio avviene proprio dai suoni del lavoro: una serranda che si alza, un motore che parte, un’irrigazione che si sveglia, un martello pneumatico che picchia, una barca che scioglie la gomena, la pasta che lievita, una mano guantata che cura. Sono i suoni che tornano ad animare la nostra vita con i Liguri che li eseguono e che si affacciano orgogliosi dallo spot. Prima di tutti, un medico avanguardia degli eroi che si sono occupati delle nostre vite in queste settimane. E poi i lavoratori della terra, quelli del mare, chi si occupa dei nostri cibi e dei nostri fiori meravigliosi.
    Infine, un operaio dietro al quale si staglia il nuovo ponte di Genova, una grande opera dell’ingegno, dell’operosità e del coraggio dei Liguri che sta diventando un simbolo della rinascita in tutto il mondo.
    A chiusura il claim “Noi. Fieri e tenaci. Liguri. Ripartiamo insieme” firma, con il marchio della Regione Liguria, l’hashtag  #orgoglioliguria, a sottolineare il carattere e le qualità del popolo ligure e della sua consapevole volontà di ritorno alla “nuova” normalità.

    . Ripartiamo insieme Ripartiamo insieme Ripartiamo insieme .