• Bando "Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione" | Liguria

    Regione Liguria: bando “Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione”

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    In attuazione dell’Azione 3.1.1 del PO FESR Liguria 2014-2020, al fine di mitigare gli effetti negativi sul sistema imprenditoriale regionale causati dall’emergenza sanitaria e di consentire la continuità e la ripresa dell’attività aziendale, il bando si propone di sostenere gli investimenti delle imprese di micro, piccola e media dimensione necessari a garantire il rispetto delle linee guida nazionali e regionali e delle misure di sicurezza per il contenimento ed il contrasto del diffondersi del virus COVID 19.

    Soggetti beneficiari

    PMI che esercitano un’attività economica di cui alla classificazione ATECO 2007, tra quelle indicate come ammesse nell’Allegato 1 al bando (in coerenza con la S3 regionale).

    Iniziative ammissibili

    Sono ammissibili le spese riferite a iniziative avviate a far data dal 23/02/2020 (fa fede il titolo di spesa), purché non conclusi alla data di presentazione della domanda.

    L’investimento ammissibile agevolabile non può essere inferiore a 2.000,00 euro.

    Tutti i titoli di spesa devono essere intestati al soggetto richiedente.

    Spese ammissibili

    1. interventi di igienizzazione e sanificazione degli ambienti di lavoro;
    2. acquisto di dispositivi di protezione individuale per la salute e la sicurezza (es. guanti, occhiali, maschere facciali, visiere, tute, cuffie, camici);
    3. opere edili e impiantistiche e acquisto di dispositivi, sistemi di controllo, hardware, software e licenze, materiali, strumenti, attrezzature, e impianti atti a garantire il rispetto delle misure di sicurezza e di distanziamento sociale nei luoghi di lavoro;
    4. prestazioni consulenziali e servizi specialistici per la definizione di piani aziendali per l’attuazione delle azioni e delle misure operative idonee a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, la salubrità dell’ambiente di lavoro e il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus COVID – 19, nella misura massima del 10% del totale dell’intervento ammissibile;
    5. costi della garanzia per l’erogazione dell’anticipazione del contributo.

    Intensità del contributo

    Contributo a fondo perduto in regime “de minimis” nella misura del 60% della spesa ammissibile.

    L’importo massimo del contributo concedibile non può superare 15.000 euro.

    Presentazione delle proposte

    A decorrere dal giorno 26/05/2020 fino al giorno 29/05/2020.

    PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE 2014 – 2020 | Obiettivo “Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione”

    Consulta il Bando | Aiuti per investimenti in macchinari impianti e beni intangibili e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale

  • Emergenza Covid19 - Manifesto - #SalvateIlTurismo - Pianeta Turismo - Angelo Berlangieri

    EMERGENZA COVID 19: ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA DEL TURISMO SAVONESE – MANIFESTO #SALVATEILTURISMO

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    Tutte le associazioni di categoria savonesi del Turismo (Federalberghi Savona, FAITA Liguria, Unione Albergatori della Provincia di Savona, SIB Liguria) da quando è iniziata questa drammatica emergenza Covid19 hanno, di comune accordo, affrontato, con decisione e pragmatismo, per quanto di loro competenza e nei limiti delle loro concrete possibilità d’azione, i problemi e le esigenze più urgenti ed essenziali per la sopravvivenza delle nostre imprese.

    In questo senso si sono fatte portavoce presso le relative associazioni di categoria Nazionali e presso tutte le forze politiche parlamentari e gli organi di governo delle istanze e delle necessità inderogabili del turismo e delle sue imprese affinché nei provvedimenti assunti dal Governo venissero inserite misure in grado di aiutare concretamente le imprese ad affrontare questa imprevista e terribile crisi(azzeramento dell’IMU, sostegno a chi è in affitto, annullamento per il 2020 di tasse e tributi inclusi quelli locali (ad es. La TARI), sospensione per il 2020 delle utenze e delle rate dei mutui e prestiti in essere, Fondo speciale Turismo per risarcire le imprese delle perdite subite (contributi a fondo perso!), ammortizzatori sociali agibili tutto l’anno; contribuzione figurativa per le assunzioni degli stagionali, superamento della Direttiva Bolkestein, ecc).

    Purtroppo i provvedimenti ad oggi assunti (Decreto Legge Cura Italia e Decreto Legge Liquidità) sono assolutamente insoddisfacenti, senza una compartecipazione dello Stato alle perdite ingenti che abbiamo, senza alcuna responsabilità, subito in questi mesi e che subiremo nel corso di tutto l’anno, si rischia di mettere a serio repentaglio la sorte di migliaia di lavoratori e di piccole e medie imprese del nostro comparto.

    Per questo abbiamo deciso, in previsione del nuovo e decisivo Decreto Legge “Aprile” che sarà adottato dopo il 25 aprile, d’intraprendere un’azione di sollecitazione e di chiamata a responsabilità, verso un’economia che vale in Italia il 13% del PIL e 3,5 milioni di posti di lavoro, del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro del Turismo e di tutti i Parlamentari savonesi.

    E’ fondamentale, in questo momento di grave criticità, far sentire chiara e forte la voce del nostro disagio, la preoccupazione di un sistema di piccole e medie imprese che si sente lasciato a se stesso in balia degli eventi da chi dovrebbe avere la responsabilità, ovvero lo Stato, soprattutto in momenti come questo, di aiutare la parte più sana e produttiva del Paese!

    Non lasciamo a se stesso un comparto che vale a livello Italia il 13% del PIL e circa 3,5 milioni di posti di lavoro, aiutateci a salvare i lavoratori e le imprese del turismo! #salvateilturismo italiano!

    Condividete il nostro appello!

    Maggiori informazioni

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  • Turismo a settembre in vacanza oltre 9 milioni di italiani - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Turismo: a settembre in vacanza oltre 9 milioni di italiani

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    Secondo un’indagine sulle vacanze degli italiani, realizzata da Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions, più di 9 milioni di italiani, pari al 14,9% della popolazione, effettuerà almeno un giorno di vacanza durante questo mese di settembre.
    Il dato è in crescita  rispetto al 2016, quando andò in vacanza a settembre il 13,9% della popolazione.
    Per 7,5 milioni di persone (12,4% degli italiani, contro il 9,2% del 2016) si tratterà della vacanza principale dell’estate (quella più lunga o più economicamente rilevante), mentre gli altri 1,5 milioni si concederanno un supplemento di relax durante i week end.
    “Le previsioni per il mese di settembre – sottolinea Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi – inducono a guardare con ottimismo alla chiusura della stagione estiva, che è stata sin qui contrassegnata da un andamento medio più che positivo. La vacanza a settembre offre al turista grandi vantaggi: su tutti, la possibilità di godere della bellezza dei posti senza affollamento e senza code e di usufruire di prezzi più competitivi. Il vantaggio è evidente anche per le destinazioni e le comunità locali, che sempre più spesso devono misurarsi con la ricerca di un giusto equilibrio tra tutela dell’ambiente e sviluppo economico, libertà di circolazione dei turisti e benessere dei residenti”.
    Come evidenzia Bocca, “per sfruttare al meglio questo filone occorrono adeguate politiche di destagionalizzazione. Gli alberghi fanno da sempre la propria parte, adottando durante la bassa stagione politiche di prezzi flessibili, ma occorre l’impegno di tutta la filiera (negozi, servizi, trasporti, attrazioni, etc.) affinché le località restino “aperte” più a lungo, offrendo condizioni attrattive, ed il sostegno delle istituzioni, per incentivare il turismo in bassa stagione e per alleviare il peso degli oneri fiscali e contributivi a carico delle imprese. Nel mese di settembre, le imprese del turismo danno lavoro a circa un milione e centomila lavoratori, che scendono a ottocentotrentamila a novembre. Se si riuscisse a prolungare la stagione di due mesi, si produrrebbe un aumento immediato dell’occupazione, con effetti concreti per più di trecentomila persone, in massima parte di giovane età: quasi il 70% ha meno di quarant’anni e il 44% meno di trenta. Ci auguriamo quindi che la prossima legge di bilancio tenga in adeguata considerazione il grande contributo che il settore turismo può dare al mercato del lavoro”.

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