• No tassa di soggiorno l'UPA di Savona ribadisce la propria posizione - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    No tassa di soggiorno: l’UPA di Savona ribadisce la propria posizione

    Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

    L’Unione Provinciale Albergatori di Savona ribadisce il proprio NO all’introduzione dell’imposta di soggiorno, così come prospettata da alcuni sindaci del territorio con una nota inviata nei giorni scorsi a noi e alle altre associazioni di categoria delle imprese ricettive di Confesercenti e Confcommercio.
    Diciamo NO alla proposta di introduzione della cosiddetta ‘Tassa di Soggiorno’, così come lo abbiamo detto, con forza, quando è stata introdotta la tassa nel Comune di Savona per far fronte ai deficit di bilancio.
    Non ha alcun senso discutere di nuove tasse ed imposizioni utilizzate come se fossero una sorta di bancomat da cui attingere risorse per far fronte alle esigenze di spesa corrente degli enti locali.
    Se queste sono le premesse e le intenzioni, noi diremo sempre e comunque di NO, così come abbiamo fatto negli anni passati, sia per storia personale, vedi la scelta di non adottare l’elenco regionale dei comuni turistici propedeutico all’introduzione della tassa, sia per storia associativa, vedi la marcia dei 600 fatta a Savona quando il Comune la voleva introdurre. Allora ci siamo trovati, di fatto, soli a combattere su questo fronte impedendo, fino a oggi, per 7 anni l’introduzione della tassa.
    Prima di parlare di aliquote, percentuali, deduzioni, esenzioni e quant’altro, noi vogliamo parlare di strategie, progetti, investimenti certi, garantiti e vincolanti, card, servizi ed equità. Ovvero, affrontare il tema delle politiche per il turismo e solo dopo discutere la questione di come finanziarle.
    Troppo spesso abbiamo letto di strategie ma, purtroppo, raramente abbiamo visto mettere in campo azioni e investimenti adeguati in grado di generare uno sviluppo turistico capace di migliorare il posizionamento competitivo della nostra destinazione.
    Troppe volte si è parlato di servizi per il turista senza che la loro attuazione avvenisse realmente, basta pensare alla viabilità, ai parcheggi, alle card turistiche, come per esempio quelle del Trentino o del Friuli.
    A dispetto delle tante discussioni e proposte sulla necessità di fare sistema di studiare una strategia di marketing comprensoriale, il posizionamento della nostra destinazione sui mercati esteri è diventato sempre più frammentato e debole, con una continua perdita di quote di mercato come, drammaticamente, i recenti dati sull’andamento del movimenti turistico nella nostra provincia inequivocabilmente dimostrano.
    Fondamentale e imprescindibile, rispetto a qualsiasi discussione, è il tema dell’equità fiscale e di competitività per le imprese che richiede un impegno forte e concreto. Servono meno slogan e più fatti, da parte dei Comuni, per combattere l’abusivismo che crea un forte danno alle imprese ricettive, che lavorano e agiscono secondo le regole, sempre più gravose, imposte dallo Stato, e a tutto il comparto turistico.
    Potremo partecipare a un tavolo di confronto con i Comuni soltanto se si discuterà prioritariamente degli aspetti sopra richiamati, ovvero delle politiche per lo sviluppo e la competitività del turismo, e solo successivamente delle modalità di finanziamento per attuare quanto concordato in tema di servizi e investimenti per il turismo, garantiti con un impegno vincolante per almeno 10 anni, combinato all’impegno per i Comuni a non ridurre ma al contrario a implementare gli attuali stanziamenti previsti nei bilanci in favore del turismo.
    È il momento di smetterla di parlare genericamente di intenti e progetti, di tasse e imposizioni.
    Questo è il tempo in cui dobbiamo decidere che cosa fare, in termini di investimenti e servizi, per sostenere il turismo.
    L’Unione Provinciale Albergatori di Savona è pronta, con responsabilità e coerenza, ad affrontare tutte le questioni. Altrimenti, la nostra contrarietà non abbiamo bisogno di dichiararla: la storia e i fatti che noi possiamo raccontare ne sono la testimonianza migliore e indiscutibile.

    no tassa di soggiorno no tassa di soggiorno no tassa di soggiorno .
  • Divieto Parity Rate approvato in via definitiva il DDL concorrenza - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Divieto Parity Rate: approvato in via definitiva il DDL concorrenza

    Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

    Dopo un iter durato quasi due anni, lo scorso 2 agosto è stata approvata in via definitiva dal Senato la legge per la concorrenza ed il mercato, che mette al bando anche in Italia (dopo Germania, Francia ed Austria) le cosiddette clausole di parity rate, che sino ad oggi hanno impedito agli alberghi di pubblicare sul proprio sito internet condizioni più favorevoli rispetto a quelle presenti sui portali di prenotazione.
    “L’approvazione del Ddl concorrenza al Senato che elimina la parity rate – dichiara il Presidente di Confindustria Alberghi Giorgio Palmucci – è una scelta importante per regolare meglio il mercato della distribuzione turistica e per tutelare le condizioni di corretta concorrenza tra le imprese. Introduce una regola valida per tutti gli operatori, in modo analogo a quanto avvenuto in Francia con la legge Macron approvata dall’Assemblea Nazionale lo scorso 10 luglio, che determina un equilibrio fondamentale nella concorrenza tra i Paesi. Con questa decisione si consente all’operatore alberghiero di poter proporre prezzi e condizioni migliori rispetto a quelli praticati dai portali di distribuzione on line anche sul proprio sito web. E’, inoltre, possibile in questo modo far maggiormente leva sul fatturato e salvaguardare una quota significativa di costi sulla commissione di intermediazione da poter reinvestire in ammodernamento del prodotto e qualità del servizio per  il cliente finale.”
    Secondo Federalberghi, “si tratta di una decisione ispirata dal buon senso, che stabilisce un nuovo e più corretto equilibrio nel rapporto tra le imprese ricettive e le multinazionali dell’intermediazione, completando il percorso che l’Antitrust aveva iniziato, e ristabilendo parità di condizioni tra il sistema turistico italiano e quello di importanti paesi concorrenti. I primi a beneficiare di questa importante novità saranno i consumatori. Non tutti lo sanno ma quando un portale promette il miglior prezzo, in realtà sta dicendo che ha proibito al sito internet dell’albergo di offrire al cliente un prezzo più conveniente.”
    Nei giorni scorsi, ACS Marketing Solutions ha intervistato per conto di Federalberghi un campione rappresentativo della popolazione italiana, rilevando che – per l’estate 2017 – il 55,3% degli italiani ha prenotato la propria vacanza rivolgendosi direttamente all’albergo, mediante il sito internet della struttura (24,0%) o contattandola mediante telefono, mail o altro mezzo (31,3%).
    Secondo Federalberghi, “la quota di prenotazioni dirette online è destinata a crescere, via via che gli operatori e i consumatori familiarizzeranno con le opportunità offerte dalle nuove regole”.
    Federalberghi ricorda infine che “tutti gli attori sono spronati adesso ad effettuare nuovi investimenti e ad una gestione più efficiente. Gli alberghi che desiderano potenziare le vendite dirette non possono fare affidamento solo sulla nuova legge, ma devono investire sulla realizzazione di siti internet più performanti, sulla formazione dei collaboratori, sull’informazione degli ospiti. A loro volta, i portali, non potendo più contare sulla rendita di posizione offerta dalle clausole di parity, dovranno investire sulla qualità del servizio e sulla riduzione delle commissioni.”
    Il percorso del DDL concorrenza è stato molto accidentato e caratterizzato dalle tante pressioni uguali e contrarie e dalla difficoltà di far cogliere ai tanti interlocutori coinvolti, le effettive dinamiche del settore alberghiero e l’effettiva rilevanza di un mercato libero aperto alla concorrenza.
    Il risultato di oggi apre una nuova fase, in sintonia anche con le tendenze dei viaggiatori, che sempre di più vogliono essere protagonisti e consapevoli delle proprie scelte.

    Divieto Parity Rate – Federalberghi | Maggiori informazioni

    Divieto Parity Rate – Confindustria | Maggiori informazioni

    divieto parity rate divieto parity rate divieto parity rate divieto parity rate divieto parity rate

  • Tassa di soggiorno a Savona - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Tassa di soggiorno a Savona: perchè i turisti devono pagare i debiti del Comune?

    Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

    Ieri pomeriggio durante una seduta, dai toni surreali, del Consiglio Comunale di Savona si è affermato un principio di politica economica, a mio parere, assurdo e del tutto insensato.
    Il principio è che per sostenere lo sviluppo di un sistema economico produttivo di servizi (il turismo) sia non solo giusto ma necessario tassare in modo indiretto e forfettario i consumatori di quei servizi (il turista).
    Chiarito che la tassa di soggiorno non la pagano gli albergatori ma i loro ospiti, avendo gli albergatori esclusivamente il ruolo di agire da esattori in nome e per conto del Comune, il problema derivante da quest’affermazione non è di “portafoglio della categoria” ma di approccio alla gestione di un’economia vitale per la nostra provincia.
    I turisti, come tutti i consumatori, già pagano una tassa indiretta sui servizi che acquistano durante la loro vacanza: l’IVA che vale il 10% per i servizi alberghieri (peraltro in Spagna e in Francia l’aliquota è quasi la metà di quella italiana) e il 22% per tutti gli altri; per non parlare di tutte le tariffe dovute per parcheggi, autostrade, accise regionali sulla benzina, ecc.
    A questo si aggiunge che le imprese ricettive sono assoggettate ad oltre 40 tra imposte, tasse, tariffe e oneri dovuti allo Stato e agli Enti Locali con un carico di costi che supera il 70% del fatturato attivo.
    Mi pare che di tasse e di pressione fiscale in Italia c’è ne sia già abbastanza senza la necessità d’inventarne di nuove! Qualcuno obbietterà che IVA e altre tasse vanno allo Stato e non ai Comuni, allora visto che esiste un problema di distribuzione delle risorse che cosa facciamo? Semplice introduciamo nuove tasse!
    Che cosa ci dobbiamo aspettare, vista la competenza delle Regioni in materia di turismo e il fatto che la tassa la incassino solo i Comuni, un’addizionale regionale all’imposta di soggiorno comunale?
    E se questo è il principio a quando per sostenere il sistema bancario una tassa sullo sportello di 1 euro ogni volta che ci si reca in banca? O per aiutare i negozi di vicinato dei centri storici la tassa sulla spesa di 1 euro ogni volta che ci si reca in un negozio a far la spesa?
    A parte le provocazioni, il turismo come tutti gli altri sistemi economici dovrebbe avere, se non sbaglio, bisogno d’interventi per la crescita e lo sviluppo e non di nuove tasse sui turisti presentate come una grande opportunità, le opportunità si costruiscono con la capacità di utilizzare tutto quello, e non è poco, che gli italiani già pagano per la gestione del bene comune.

    .

    tassa di soggiorno a savona tassa di soggiorno a savona tassa di soggiorno asavona tassa di soggiorno a savona tassa di soggiorno a savona