• Divieto Parity Rate approvato in via definitiva il DDL concorrenza - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Divieto Parity Rate: approvato in via definitiva il DDL concorrenza

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    Dopo un iter durato quasi due anni, lo scorso 2 agosto è stata approvata in via definitiva dal Senato la legge per la concorrenza ed il mercato, che mette al bando anche in Italia (dopo Germania, Francia ed Austria) le cosiddette clausole di parity rate, che sino ad oggi hanno impedito agli alberghi di pubblicare sul proprio sito internet condizioni più favorevoli rispetto a quelle presenti sui portali di prenotazione.
    “L’approvazione del Ddl concorrenza al Senato che elimina la parity rate – dichiara il Presidente di Confindustria Alberghi Giorgio Palmucci – è una scelta importante per regolare meglio il mercato della distribuzione turistica e per tutelare le condizioni di corretta concorrenza tra le imprese. Introduce una regola valida per tutti gli operatori, in modo analogo a quanto avvenuto in Francia con la legge Macron approvata dall’Assemblea Nazionale lo scorso 10 luglio, che determina un equilibrio fondamentale nella concorrenza tra i Paesi. Con questa decisione si consente all’operatore alberghiero di poter proporre prezzi e condizioni migliori rispetto a quelli praticati dai portali di distribuzione on line anche sul proprio sito web. E’, inoltre, possibile in questo modo far maggiormente leva sul fatturato e salvaguardare una quota significativa di costi sulla commissione di intermediazione da poter reinvestire in ammodernamento del prodotto e qualità del servizio per  il cliente finale.”
    Secondo Federalberghi, “si tratta di una decisione ispirata dal buon senso, che stabilisce un nuovo e più corretto equilibrio nel rapporto tra le imprese ricettive e le multinazionali dell’intermediazione, completando il percorso che l’Antitrust aveva iniziato, e ristabilendo parità di condizioni tra il sistema turistico italiano e quello di importanti paesi concorrenti. I primi a beneficiare di questa importante novità saranno i consumatori. Non tutti lo sanno ma quando un portale promette il miglior prezzo, in realtà sta dicendo che ha proibito al sito internet dell’albergo di offrire al cliente un prezzo più conveniente.”
    Nei giorni scorsi, ACS Marketing Solutions ha intervistato per conto di Federalberghi un campione rappresentativo della popolazione italiana, rilevando che – per l’estate 2017 – il 55,3% degli italiani ha prenotato la propria vacanza rivolgendosi direttamente all’albergo, mediante il sito internet della struttura (24,0%) o contattandola mediante telefono, mail o altro mezzo (31,3%).
    Secondo Federalberghi, “la quota di prenotazioni dirette online è destinata a crescere, via via che gli operatori e i consumatori familiarizzeranno con le opportunità offerte dalle nuove regole”.
    Federalberghi ricorda infine che “tutti gli attori sono spronati adesso ad effettuare nuovi investimenti e ad una gestione più efficiente. Gli alberghi che desiderano potenziare le vendite dirette non possono fare affidamento solo sulla nuova legge, ma devono investire sulla realizzazione di siti internet più performanti, sulla formazione dei collaboratori, sull’informazione degli ospiti. A loro volta, i portali, non potendo più contare sulla rendita di posizione offerta dalle clausole di parity, dovranno investire sulla qualità del servizio e sulla riduzione delle commissioni.”
    Il percorso del DDL concorrenza è stato molto accidentato e caratterizzato dalle tante pressioni uguali e contrarie e dalla difficoltà di far cogliere ai tanti interlocutori coinvolti, le effettive dinamiche del settore alberghiero e l’effettiva rilevanza di un mercato libero aperto alla concorrenza.
    Il risultato di oggi apre una nuova fase, in sintonia anche con le tendenze dei viaggiatori, che sempre di più vogliono essere protagonisti e consapevoli delle proprie scelte.

    Divieto Parity Rate – Federalberghi | Maggiori informazioni

    Divieto Parity Rate – Confindustria | Maggiori informazioni

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  • Dynamic Rate Marketing - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Dynamic Rate Marketing: l’arma segreta degli hotel per sconfiggere le Online Travel Agencies

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    Le Online Travel Agencies sono agenzie di intermediazione online del settore turistico e, fino ad oggi, hanno giocato un ruolo fondamentale nel mondo del web marketing turistico.
    Si tratta di portali su cui l’utente può confrontare diverse offerte di ospitalità sul territorio di suo interesse ed inserire una prenotazione.
    Il turista oggi non cerca più le camere su motori di ricerca generici, ma si affida a siti specializzati, come ad esempio Booking, Expedia oTripadvisor.
    Oltre alla capacità di ricevere prenotazioni, l’OTA conferisce visibilità al nome della struttura ricettiva su internet.
    Molti utenti, infatti, una volta trovata la struttura d’interesse nel portale, svolgono una seconda ricerca per trovare il sito della struttura, al fine di ottenere ulteriori immagini ed informazioni.
    Le campagne di Dynamic Rate Marketing, invece, rappresentano il futuro per la promozione online degli hotel.
    L’obiettivo finale è ottenere un maggior numero di prenotazioni dirette e ritorni pubblicitari nettamente migliori.
    Il Dynamic Rate Marketing, se utilizzato correttamente, potrebbe quindi sottrarre importanti quote di mercato ai grandi portali di prenotazione.
    Per più di cent’anni, i pubblicitari del mondo alberghiero hanno sempre utilizzato due tecniche tradizionali di direct-response advertising: la lead-in rate (“le nostre tariffe per il fine settimana partono da 99 euro”) e la credible rate range (“le nostre tariffe per le vacanze estive da 99 a 199 euro”).
    Purtroppo, oggi viviamo in un mondo interconnesso, veloce e multi-device e i consumatori non acquistano più le offerte promosse con queste tecniche, perchè orami sono piuttosto vetuste.
    I consumatori di oggi cercano informazioni istantanee e tariffe in tempo reale e rispediscono al mittente qualunque tipo di offerta che somigli al classico specchietto per le allodole.
    Il Dynamic Rate Marketing, quindi, oggi rappresenta un’opportunità unica per le strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere.
    Si tratta di una nuova generazione di direct-response marketing, ossia di tutto quell’insieme di tecniche di vendita che danno luogo a una reazione immediata dei consumatori.
    In poche parole, il Dynamic Rate Marketing consente di inserire i prezzi e le disponibilità in tempo reale in diversi strumenti di promozione, dal display advertising ai meta motori di ricerca, fino all’e-mail marketing.
    Il Dynamic Rate Marketing, sia agli occhi del viaggiatore che a quelli dell’albergatore, ha un valore aggiunto.
    L’albergatore può infatti offrire al viaggiatore informazioni e tariffe aggiornate in tempo reale e, sempre in tempo reale, può rispondere alle variazioni delle condizioni del mercato e del panorama competitivo. Tutte le tariffe promosse con il DRM si aggiornano quindi automaticamente.
    Per gli albergatori, infatti, il DRM consente di migliorare nettamente l’efficacia della campagna di marketing, di incrementare il tasso di conversione e le prenotazioni dirette online.
    Basta considerare che il 75% dei consumatori abituati a prenotare online i propri soggiorni indica nel prezzo la principale motivazione all’acquisto.
    Con la proliferazione di più canali di DRM, come la ricerca a pagamento, l’e-mail marketing e i banner, assisteremo quindi a un incremento dell’importanza del DRM nell’intero processo di prenotazione online.
    Il Dynamic Rate Marketing non è un canale di distribuzione, bensì un sistema complesso per la promozione online delle strutture ricettive.
    Per far quindi funzionare una campagna DRM, occorre un lavoro quotidiano di analisi e confronto dei dati, anche rispetto alle mosse della concorrenza, monitorare il budget speso e calibrare l’offerta di conseguenza, accertarsi di rispettare sempre la parity rate, il che, con le tariffe e le disponibilità aggiornate in tempo reale, non è per nulla semplice.

    “Dynamic Rate Marketing: Hotelier’s Powerful New Weapon to Shift Share from the OTAs” di Max Starkov | Maggiori informazioni

  • Parity Rate - Angelo Berlangieri - Unione Provinciale Albergatori Savona - Pianeta Turismo

    Parity Rate: no all’ingerenza dell’UE

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    E’ di questi giorni la notizia che la Commissione dell’Unione Europea non sarebbe d’accordo sulla norma, inserita nel disegno di legge sulla “concorrenza” e di recente approvata dalla Camera dei Deputati, che abolirebbe l’obbligo del Parity Rate per le strutture ricettive italiane, tanto da minacciare il nostro paese dell’apertura di una procedura d’infrazione nel caso in cui la norma fosse definitivamente approvata dal Senato!
    Questo atteggiamento è del tutto ingiustificato e inaccettabile e chiediamo con forza al Parlamento Italiano e al Ministro Franceschini, che da sempre con convinzione e passione ha sostenuto questa tesi, di andare avanti nell’interesse del turismo e del sistema delle sue imprese ricettive.
    Di che cosa si tratta e perché la posizione dell’UE non ha fondamento e peggio si rivela di fatto protettrice di una lobby contro gli stessi principi di libertà economica enunciati nel Trattato dell’Unione.
    La norma in sintesi elimina l’obbligo per le strutture ricettive di praticare online gli stessi prezzi di vendita del soggiorno praticati dai portali “turistici” di e-commerce quali ad es. Booking, Venere, Expedia, ecc. In pratica con la nuova norma un albergo potrebbe vendere con il proprio sistema di booking online un soggiorno ad un prezzo inferiore a quello con cui lo stesso viene venduto ad esempio da Booking.com. Si potrebbe obiettare che è giusto che l’albergo e le OTA (Online Travel Agencies) con cui lavora pratichino gli stessi prezzi di vendita per non disorientare il cliente e per non danneggiare il lavoro di promozione e le aspettative di ricavo delle OTA stesse con politiche di ribasso dei prezzi. Questa obiezione di senso comune non tiene conto purtroppo della realtà di fatto.
    Oggi i portali di vendita detengono in un contesto di vero e proprio oligopolio la quasi totalità del mercato online ponendo le imprese ricettive in una posizione di debolezza e “sudditanza” per cui per poter aver accesso al mercato via web (peraltro sempre più importante!) sono costrette a riconoscere provvigioni sul fatturato progressivamente crescenti erodendo sempre più i margini di utile necessari, oltre che alla propria remunerazione, per sostenere gli investimenti in innovazione di prodotto e di processo.
    La norma in questione, abolendo l’obbligo al Parity Rate, è una norma che riequilibra le posizioni ponendo portali di vendita online e imprese ricettive in una posizione, non solo formale ma effettivamente sostanziale (che è poi quello che conta davvero nelle trattative commerciali), di parità! Infatti con la nuova norma il Parity Rate da obbligo ineludibile diventa oggetto di trattativa tra le parti fornendo all’albergatore un’opportunità che oggi non ha per definire con la sua controparte prezzo di vendita e provvigione sul fatturato in cambio di parità dei prezzi praticati!
    Perché allora osteggiare una norma che crea una situazione di libera concorrenza reale (la libertà formale in cui di fatto una parte prevarica l’altra non mi sembra una grande libertà!) a tutto vantaggio di un oligopolio strutturato e dal potere crescente? Non è giustificabile e non è accettabile, il Turismo e le sue imprese meritano rispetto e non la superficialità imbarazzante con cui viene trattato dai burocrati dell’UE!

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