• Turismo in Liguria ad agosto confermati i numeri dello scorso anno - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo - Il Turismo in Liguria - Covid19

    Covid19 la Fase 2 della Pandemia …. il Turismo in ginocchio

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    Di fronte a quanto sta accadendo in questi giorni il primo sentimento è di disappunto crescente verso una classe dirigente che ha gestito male, come i fatti (che non temono smentita!) purtroppo dimostrano, la malaugurata ripresa dei contagi.

    Ed ora che le cose sono ormai fuori controllo, come denunciato pubblicamente, tra gli altri, dai rappresentanti dei medici anestesisti e rianimatori, si devono assumere decisioni drastiche cui non si sarebbe più dovuti arrivare se, a livello nazionale, le cose fossero state gestite nei tempi e nei modi adeguati.

    Così non è stato e le conseguenze più gravi le stanno pagando e le pagheranno, tra le altre, le migliaia di piccole e medie imprese e di lavoratori che operano nella filiera del turismo, drammaticamente tutti nessuno escluso!

    Non è accettabile ne scusabile; è grave e vergognoso che si sia arrivati a questa situazione!

    Il secondo sentimento è di preoccupazione per la tenuta economica delle imprese e di tutto il comparto.

    A fine stagione estiva la perdita media stimata su base annua era del 60% dei ricavi rispetto al 2019 (per meglio capire l’ampiezza e la portata del fenomeno si pensi ad esempio anche alle perdite subite da colleghi solitamente meno sotto la luce dei riflettori mediatici: accompagnatori, guide turistiche, agenti di viaggio, gestori di bus turistici, ecc) e già questo preoccupava, non poco, per la tenuta del settore fino alla primavera 2021.

    Adesso che il mercato straniero si è riazzerato e che l’autunno e l’inverno, comprese le “vacanze natalizie”, sono andati in crisi profonda di domanda la preoccupazione si è trasformata nel timore crescente per la vita economica delle imprese, le professioni e i lavoratori del turismo!

    Che cosa fare? Non esistono dubbi questo è il momento, senza se e ma, delle azioni per mantenere in vita le imprese e i posti di lavoro.

    Ai Comuni, tutti nessuno escluso, chiediamo due cose:
    – Sgravare le imprese in crisi dai costi dei tributi a competenza locale (Tari, Tasi, ecc);
    – Programmare ed attuare, ora, le azioni che servono a rendere, di base, sicure e accoglienti, per la stagione 2021, le nostre destinazioni, agendo in primis su parcheggi e “spiaggia” per i clienti delle strutture ricettive, nel rispetto di tutto e di tutti ma anche dei nostri clienti, o questi devono essere gli unici da ignorare pur se sono la nostra primaria fonte di economia e posti di lavoro?

    Alla Regione chiediamo di attivare uno specifico tavolo di crisi per il Turismo finalizzato a concertare tutte le misure urgenti possibili, nella competenza e capacità regionale, a sua salvaguardia: norme, aiuti, finanziamenti, organizzazione e strategie di promozione e di sviluppo.

    Allo Stato chiediamo d’intervenire in modo efficace ed efficiente (fino ad oggi così non è accaduto purtroppo) per salvare i posti di lavoro e le imprese e professioni del turismo che significa provvedimenti e azioni straordinarie per gestire una situazione di emergenza acuta (se si useranno tempi e procedure ordinarie sarà tutto inutile perché di tempo per aspettare non ne abbiamo più a disposizione!) e compartecipazione vera alle perdite subite durante tutto questo terribile 2020, se ci si limiterà a qualche modesto contributo a pioggia si sprecheranno solo risorse pubbliche offendendo tra l’altro anche la dignità di chi lavora e fa impresa nel turismo!

    Signor Ministro serve urgente un Decreto Turismo!

    Non ci sono scuse o difficolta tecnico giuridiche che reggano (le norme sono prodotte dagli uomini negli organi di rappresentanza democratica serve solo la volontà di fare) se le istituzioni saranno poco sensibili e reattive abbandonando di fatto il turismo a se stesso allora anche noi, a mio modestissimo parere, dovremo abbandonare le istituzioni sospendendo tutti i pagamenti richiesti di tasse, tributi e quant’altro perché noi di far morire il turismo non ne abbiamo alcuna voglia ne possiamo e vogliamo permetterlo!

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  • Il Sistema Museale della provincia di Savona - Angelo Berlangieri - Unione Provinciale Albergatori di Savona - Pianeta Turismo

    Il Sistema Museale della provincia di Savona

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    Nei giorni scorsi mentre mi recavo a piedi in UPA sono passato da piazza Chabrol, dove si trovano la Pinacoteca Civica ed il Museo della Ceramica, e ho ripensato alla puntata di Ballarò dello scorso settembre in cui il giornalista Massimo Giannini intervistava Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
    Due argomenti mi hanno interessato in modo particolare trovandomi pienamente d’accordo con la posizione espressa dal Ministro Franceschini.
    Con Decreto Legge i beni culturali sono stati finalmente riconosciuti come servizi pubblici essenziali e quindi equiparati a scuole, asili ed ospedali.
    E’ un primo passo importante per tutelare e valorizzare maggiormente il nostro patrimonio artistico e museale, tuttavia ora è prioritario risolvere velocemente il problema delle risorse economiche, che negli ultimi anni sono state ridotte drasticamente.
    Gli investimenti sono fondamentali per promuovere il turismo, che ad oggi rimane uno dei pochi settori trainanti dell’economia italiana.
    Nel 2014 tra i musei più visitati al mondo troviamo il Louvre di Parigi, al primo posto con 9,3 milioni di visitatori, ed il Metropolitan di New York, al quarto posto con 6,2 milioni, mentre gli Uffizi di Firenze sono solamente al ventiseiesimo posto con 1,9 milioni.
    Nei primi dieci posti molto probabilmente non ci sarà mai un museo italiano.
    Gli Uffizi, ad esempio, che sono il museo italiano più visitato, sono dodici volte più piccoli del Louvre, sono a numero chiuso e sono al massimo della capienza possibile.
    In Italia non abbiamo un museo nazionale grande come il Louvre e quasi certamente non lo avremo mai, ma abbiamo un sistema museale composto da 400 musei statali e 4.000 musei radicati su tutto il territorio.
    La nostra forza, quindi, non sono tanto i singoli musei, pur riconoscendone il significativo valore intrinseco, quanto il sistema museale complessivo.
    Nel 2014 solamente i 400 musei statali (il 9% del totale dei musei italiani) hanno superato i 40 milioni di visitatori (oltre quattro volte il Louvre e 2,6 milioni di visitatori in più rispetto al 2013).
    La forza del sistema museale italiano è proprio il museo diffuso, che nessun altro paese al mondo ha e che tutti ci invidiano.
    Lo stesso ragionamento vale per il territorio savonese. In provincia di Savona ci sono oltre 30 realtà museali di diversa natura e tipologia tra pubbliche e private.
    I nostri Comuni costieri, così come quelli dell’entroterra, conservano un notevole patrimonio culturale, architettonico, artistico e paesaggistico in un alternarsi di percorsi ed itinerari naturalistici e storici: chiese, siti archeologici, parchi e musei ne sono una chiara e concreta testimonianza, rappresentano specifici aspetti della nostra cultura e delle nostre tradizioni.
    Per valorizzare la nostra provincia è fondamentale promuovere la storia, i musei ed i beni artistici e culturali del territorio savonese nel suo insieme, e non solamente delle singole realtà o città. Bisogna riuscire a guardare oltre il proprio giardino. Bisogna riuscire a fare squadra, a fare sistema.
    Oggi più che mai tutti i soggetti interessati (Enti locali, associazioni di categoria, imprese, ecc) devono lavorare insieme.
    L’Unione Provinciale Albergatori di Savona, per quanto di sua competenza, farà tutto il possibile per valorizzare e promuovere il nostro territorio, in modo “sistematico”, e per mettere in campo i progetti ed i servizi migliori per essere competitivi ed attrattivi durante tutto l’anno.

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    Faccia a faccia con Dario Franceschini | Ballarò del 22 settembre 2015