• Brand Italian Riviera oltre 3 milioni di risultati sul web - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Turismo: il futuro che ci attende

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    In questo scorcio di fine anno parecchi chiedono se sono preoccupato per il futuro che ci attende.

    Più che preoccupato sono spaventato, stiamo scivolando inesorabilmente verso una recessione dagli effetti imprevedibili senza che nulla di concreto venga fatto per evitare che ciò accada! Non è il timore verso le misure di contenimento del contagio, nessuno è così fuori dalla realtà da non capire che la salute di tutti(noi compresi!) è un bene assoluto che deve esser tutelato e protetto! Sono spaventato (e irritato) per l’inadeguatezza con cui la crisi Covid19 è stata gestita, e continua ad esserlo, e per i grossolani errori commessi, in questi mesi, che le imprese e i lavoratori del turismo stanno pagando più di tutti.

    Tre su tutti inaccettabili:

    1. La confusione nella gestione delle regole. Non è accettabile che le regole cambino continuamente dall’oggi al domani! Il 13 dicembre l’Italia diventa zona Gialla, il giorno dopo si annuncia che diventerà rossa, no forse arancione, no forse arancione con alcuni giorni rossa, e così via nel caos più totale degli annunci e delle smentite, del conflitto Stato/Regioni, dello scontro tra rigoristi e aperturisti (categorie di cui si faceva volentieri a meno!) con le imprese che non ci capiscono più nulla e non sanno come dovranno organizzarsi per gestire le prossime settimane! La confusione, la mania dell’annuncio prima che la decisione sia presa, le decisioni adottate all’ultimo secondo generano per le imprese danno su danno(non riuscire a programmare o dover all’improvviso cambiar strategia di lavoro perché cambiano imprevedibilmente le regole prima adottate genera costi e perdite!) e soprattutto generano perdita di affidabilità e credibilità in chi ci governa minando alle fondamenta il rapporto di reciproco affidamento che deve esistere tra cittadini/imprese ed istituzioni statali.
    2. L’inefficacia delle cosiddette misure di ristoro. E’ vero che l’Italia paga il gigantismo del suo debito e non ha la massa di risorse a disposizione degli altri paesi europei ma è altrettanto vero che le risorse messe in campo sono state parcellizzate per scopi di consenso e non impegnate massivamente per affrontare le tre emergenze della crisi(lavoro, sanità e tenuta del sistema economico imprenditoriale) costringendoci di fatto a sostenere la perdita dei fatturati 2020(in media per le imprese ricettive oltre il 70% su base annua) con l’ulteriore indebitamento(spostare nel tempo il pagamento delle tasse, bloccare le rate dei mutui, aprire nuove linee di prestito è debito non compartecipazione alla perdita!) e con le proprie possibilità, ove esistenti, di autofinanziamento. Risultato: le imprese arriveranno alla primavera 2021 con il fiato corto senza ulteriori possibilità di manovrare le leve finanziarie rischiando l’asfissia economica con tutto quello che ne deriverà in termini di perdita di posti di lavoro e di produzione del valore aggiunto!
    3. La mancanza di strategia per il futuro – turismo non pervenuto! Nelle crisi come questa servono politiche emergenziali per garantire la sopravvivenza del sistema economico produttivo e contemporaneamente politiche che preparino ed accompagnino il paese alla ripresa post crisi! L’Europa mette a disposizione circa 200 miliardi di euro per la ripesa e la nostra classe dirigente, invece di predisporre gli strumenti che consentano di agire con rapidità ed efficacia (o si pensa che gli strumenti attuali che ostacolano l’utilizzo delle risorse ordinarie possano in questo caso magicamente funzionare?), litiga su chi dovrà decidere l’uso delle risorse proponendo improbabili nuove task force(ma le istituzioni che abbiamo allora a che servono?), si limita a comunicare nomi di azioni senza contenuti, e scatena guerre di parte per rimpasti di governo al fine di occupare posizioni di potere. Per il Turismo, economia che vale 233 miliardi di PIL e 4 milioni di posti di lavoro, l’umiliazione inaccettabile di vedersi dedicati, insieme alla cultura, circa 3 miliardi di euro. Che dire errore grossolano e vergogna per chi ha fatto questa scelta e ci rappresenta!
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  • Patto del lavoro nel turismo Liguria - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo - Bando - 8 milioni

    Quasi 8 milioni di euro per le attività maggiormente colpite dal Covid

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    Regione Liguria ha stanziato quasi otto milioni di euro a fondo perduto ‘una tantum’ per le attività economiche liguri maggiormente colpite dalle restrizioni Covid.

    Si tratta di una misura importante per queste attività economiche, comprese le strutture ricettive.

    Una boccata d’ossigeno per le varie categorie economiche che hanno subito la sospensione parziale o totale dell’attività a seguito dei vari DPCM.

    I soggetti che possono beneficiare di questi ristori sono stati divisi in due fasce: nella prima rientrano tutte le attività economiche di piccola dimensione che hanno subito una chiusura totale (cinema, teatri, musei, piscine, palestre, discoteche, ecc), mentre nella seconda le attività che hanno subito una chiusura parziale (bar, ristoranti, pasticcerie, strutture ricettive, agenzie di viaggio, ecc).

    Il sistema camerale ligure, con capofila la Camera di Commercio di Genova, sarà il soggetto attuatore della delibera approvata giunta regionale ligure.

    Come Unione Provinciale Albergatori di Savona vogliamo esprimere il nostro ringraziamento al presidente regionale Giovanni Toti, all’assessore regionale allo sviluppo economico Andrea Benveduti e all’assessore regionale al Turismo Gianni Berrino per questa importante delibera a sostegno di tutte le categorie economiche produttive penalizzate in tutti questi mesi.

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  • UPASV Programma di Mandato Presidente Angelo Berlangieri Biennio 2015.2017 Pianeta Turismo - La situazione del turismo - autostrade liguria

    250 milioni di danni al settore turistico a causa di Autostrade

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    Nel periodo tra giugno ed agosto 2020 ammontano ad oltre 250 milioni di danni stimati al settore turistico ligure a causa delle code generate dai cantieri presenti sulle autostrade.

    Il comitato “Salviamo Genova e la Liguria”, di cui l’Unione Provinciale Albergatori di Savona fa parte, ha quantificato le perdite che il settore ha subito per la pessima gestione della rete autostradale e presentato al Ministero dei Trasporti ufficiale richiesta di risarcimento.

    Ad oggi, però, dopo diversi incontri istituzionali dal Ministero nessuna risposta in merito ed il caos generato dall’ultima nevicata sulle autostrade liguri non fa ben sperare per il futuro.

    Entro la fine dell’anno vogliamo risposte concrete da parte del MIT, perché la pazienza è finita.

    Se ciò non avverrà, come UPA non ci limiteremo a prenderne atto, ma attueremo tutte le misure di salvaguardia e di protesta possibili, incluse la causa civilistica e la proposta di “sciopero fiscale”.

    Secondo lo studio presentato dal comitato, le code infinite in autostrada hanno creato un danno di 110,2 milioni agli alberghi.

    Le ricadute sul turismo delle seconde case, tenuto anche conto del relativo indotto (bar, ristoranti, supermercati, ecc) ammontano a 138,4 milioni.

    Per non parlare del settore del trasporto persone (noleggio con conducente, pullman turistici, ecc) e delle agenzie di viaggio, che hanno perso quasi 16 milioni.

    In totale sono andati in fumo oltre 257 milioni di euro.

    Per arrivare a questo dato abbiamo comparato i mesi di luglio e agosto 2020 con quelli del 2019 e calcolato quanto fosse dovuto all’emergenza covid anziché alla crisi autostradale.

    Ad inizio giugno sono riprese le prenotazioni e alla fine del mese sono iniziati i problemi.

    Luglio e agosto sono stati i mesi in cui l’incidenza del covid si è attenuata, ma a luglio la ripresa si è bloccata fino a poco prima della metà di agosto a causa dei cantieri e delle infinite code in autostrada.

    Quando l’impatto dei cantieri si è finalmente attenuato, la perdita di presenze rispetto al 2019 è stata del 6%

    La nevicata della scorsa settimana, infine, ha chiaramente evidenziato la pessima gestione della rete autostradale.

    Non vogliamo più che si parli di provvedimenti a pioggia, ma di pianificazione per risolvere le problematiche alla radice.

    Se le imprese verranno lasciate sole con il proprio autofinanziamento, avranno non poche difficoltà a reggere il “colpo” con ripercussioni negative sulla tenuta del sistema economico e dei livelli occupazionali.

    Salviamo le imprese e i lavoratori del turismo prima che sia troppo tardi …. per tutti!

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