• Tassa di soggiorno a Savona - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Tassa di soggiorno a Savona: perchè i turisti devono pagare i debiti del Comune?

    Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

    Ieri pomeriggio durante una seduta, dai toni surreali, del Consiglio Comunale di Savona si è affermato un principio di politica economica, a mio parere, assurdo e del tutto insensato.
    Il principio è che per sostenere lo sviluppo di un sistema economico produttivo di servizi (il turismo) sia non solo giusto ma necessario tassare in modo indiretto e forfettario i consumatori di quei servizi (il turista).
    Chiarito che la tassa di soggiorno non la pagano gli albergatori ma i loro ospiti, avendo gli albergatori esclusivamente il ruolo di agire da esattori in nome e per conto del Comune, il problema derivante da quest’affermazione non è di “portafoglio della categoria” ma di approccio alla gestione di un’economia vitale per la nostra provincia.
    I turisti, come tutti i consumatori, già pagano una tassa indiretta sui servizi che acquistano durante la loro vacanza: l’IVA che vale il 10% per i servizi alberghieri (peraltro in Spagna e in Francia l’aliquota è quasi la metà di quella italiana) e il 22% per tutti gli altri; per non parlare di tutte le tariffe dovute per parcheggi, autostrade, accise regionali sulla benzina, ecc.
    A questo si aggiunge che le imprese ricettive sono assoggettate ad oltre 40 tra imposte, tasse, tariffe e oneri dovuti allo Stato e agli Enti Locali con un carico di costi che supera il 70% del fatturato attivo.
    Mi pare che di tasse e di pressione fiscale in Italia c’è ne sia già abbastanza senza la necessità d’inventarne di nuove! Qualcuno obbietterà che IVA e altre tasse vanno allo Stato e non ai Comuni, allora visto che esiste un problema di distribuzione delle risorse che cosa facciamo? Semplice introduciamo nuove tasse!
    Che cosa ci dobbiamo aspettare, vista la competenza delle Regioni in materia di turismo e il fatto che la tassa la incassino solo i Comuni, un’addizionale regionale all’imposta di soggiorno comunale?
    E se questo è il principio a quando per sostenere il sistema bancario una tassa sullo sportello di 1 euro ogni volta che ci si reca in banca? O per aiutare i negozi di vicinato dei centri storici la tassa sulla spesa di 1 euro ogni volta che ci si reca in un negozio a far la spesa?
    A parte le provocazioni, il turismo come tutti gli altri sistemi economici dovrebbe avere, se non sbaglio, bisogno d’interventi per la crescita e lo sviluppo e non di nuove tasse sui turisti presentate come una grande opportunità, le opportunità si costruiscono con la capacità di utilizzare tutto quello, e non è poco, che gli italiani già pagano per la gestione del bene comune.

    .

    tassa di soggiorno a savona tassa di soggiorno a savona tassa di soggiorno asavona tassa di soggiorno a savona tassa di soggiorno a savona
  • Il Comune di Savona dice si alla tassa di soggiorno - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Il Comune di Savona dice si alla tassa di soggiorno

    Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

    Il Comune di Savona dice si alla tassa di soggiorno. L’Unione Provinciale Albergatori di Savona ribadisce il proprio no assoluto.
    Sui giornali di ieri ho letto che l’Amministrazione Comunale di Savona, per fare cassa e risolvere i problemi di bilancio, ha deciso di applicare dal prossimo gennaio la tassa di soggiorno ai turisti (con esclusione dei croceristi) che soggiorneranno negli alberghi della città.
    Come ha dichiarato Carlo Scrivano, direttore dell’UPA, non si possono “usare i turisti per tappare i buchi del Comune”.
    Come associazione di categoria nelle scorse settimane ci siamo già espressi pubblicamente più volte su questa nuova imposta locale, sostenendo con forza e determinazione la nostra ferma e convinta opposizione.
    La nostra non è una contrarietà dettata da pregiudizi o prese di posizione, ma si basa su motivazioni concrete.
    L’imposizione di una tassa indiretta sui turisti rappresenta una delle peggiori scelte possibili in materia di politica economica e turistica.
    In questo momento di profonda crisi economica e sociale del paese e di grande fragilità ed incertezza della nostra categoria imprenditoriale, anche solo uno o due euro possono fare la differenza.
    Nelle località dove si applica già la tassa di soggiorno, viene ad esempio messa a disposizione del turista la carta di soggiorno, ovvero tutta una serie di vantaggi riservati al cliente, con cui acquistare servizi a prezzi più bassi.
    Dunque, il turista paga un pò di più, ma ha in cambio un servizio in più: nel nostro caso, invece, faremmo pagare di più, senza offrire alcunché in cambio.
    Per tutelare davvero le imprese del territorio, gli amministratori locali, al posto di proporre nuove tasse, dovrebbero fare esattamente il contrario: puntare a rendere la propria città sempre più accogliente, ad esempio mantenendo i musei sempre aperti, e non lasciando i turisti a vagare senza bussola in un deserto.
    Il grande rischio, secondo noi, è di allontanare i vacanzieri da Savona, che da diversi anni sta seriamente cercando di fare turismo e diventare davvero una meta per le vacanze.
    In questo modo si taglierebbero definitivamente le gambe ad una categoria che sta spingendo ogni giorno per la riuscita di questo processo.

    Il Comune di Savona dice si alla tassa di soggiorno Il Comune di Savona dice si alla tassa di soggiorno Il Comune di Savona dice si alla tassa di soggiorno Il Comune di Savona dice si alla tassa di soggiorno Il Comune di Savona dice si alla tassa di soggiorno .
  • Tassa di soggiorno in Liguria - Le ragioni di un no assoluto - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Tassa di soggiorno in Liguria: le ragioni di un no assoluto

    Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

    Questa mattina, presso la Camera di Commercio delle Riviere Liguri a Savona, si è tenuta la conferenza stampa congiunta UPASV – Confindustria Alberghi, Federalberghi – Confcommercio (Presidente Provinciale Andrea Valle), FAITA – Confcommercio (Presidente Regionale Barbara Bugini) e Assoturismo – Confesercenti (Coordinatore Provinciale Gabriele Fasoli) per presentare i dati relativi al movimento turistico della stagione estiva 2016 in provincia di Savona e per spiegare le ragioni di un no assoluto alla tassa di soggiorno.
    Come già avvenuto per il 2015, anche nell’estate 2016 i dati del movimento turistico in provincia di Savona, presentati dall’Unione Provinciale degli Albergatori, confermano una tendenza positiva, tanto per la costa quanto per l’entroterra.
    Siamo soddisfatti di quanto certificato dai numeri. Questo è il risultato di alcuni fattori esogeni, quali le condizioni meteorologiche favorevoli, alcune situazioni di crisi a livello internazionale che hanno indubbiamente favorito l’Italia e la Liguria, ma anche molti fattori endogeni: il movimento turistico in Liguria e in riviera è infatti in crescita da cinque anni a questa parte, grazie a un processo di innovazione del prodotto, di miglioramento e rinnovamento delle strutture, ma anche perché siamo una destinazione ‘tax free’, ovvero senza tassa di soggiorno.
    A tal proposito, sull’eventuale applicazione della cosiddetta “tassa di soggiorno” da parte degli enti locali, le associazioni di categoria che rappresentiamo ribadiscono la ferma opposizione.
    La nostra non è una contrarietà dettata da pregiudizi o prese di posizione, ma si basa su motivazioni concrete: in primis, affrontare la competitività di un settore economico attraverso l’imposizione di una tassa indiretta su consumatori e turisti rappresenta una delle peggiori scelte possibili in materia di politica economica. Creare nuove tasse indirette anziché utilizzare i sistemi di distribuzione della già presente tassazione ordinaria è un concetto sbagliato. E ciò è ancora meno applicabile, nello specifico, nel ponente ligure, nelle province di Savona o Imperia, destinazioni alquanto differenti dalle altre in Liguria e in Italia, per la tipologia di turismo: da noi, infatti, si tratta di turisti fidelizzati, che tornano nel tempo e più volte nel corso dell’anno, per lo più famiglie ed esponenti del ceto medio – settore in grande sofferenza in Italia e in Europa – sui quali una tassa in più inciderebbe notevolmente. Ulteriore fattore che ci rende contrari, l’iniquità dell’imposta, che colpisce una categoria come quella degli albergatori e dei campeggiatori, i quali stanno vivendo un momento di grande fragilità, dove anche solo 1 euro può fare la differenza.
    È inoltre necessario ricordare che nelle località dove si applica la tassa di soggiorno, viene messa a disposizione la carta di soggiorno, ovvero tutta una serie di vantaggi al cliente, con cui acquistare e utilizzare servizi a prezzi più bassi. Dunque, il turista paga un po’ di più, ma ha in cambio un servizio: nel nostro caso, faremmo pagare maggiormente, senza offrire alcunché in cambio.
    Questo evidenzia ulteriormente il perché tale proposta sarebbe difficilmente applicabile, sul nostro territorio. Per tutelare davvero le imprese del territorio, gli amministratori locali, al posto di proporre nuove tasse, dovrebbero fare esattamente il contrario: puntare a rendere la riviera sempre più accogliente e mantenerla un’area ‘tax free'”.

    tassa di soggiorno in liguria tassa di soggiorno in liguria tassa di soggiorno in liguria tassa di soggiorno in liguria tassa di soggiorno in liguria tassa di soggiorno in liguria .