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    Il business travel fa crescere la spesa digitale del turismo in Italia

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    Nei giorni scorsi su missionline.it Antonio Del Piano ha pubblicato un articolo sulla spesa digitale del turismo italiano che nel 2017 è aumentata grazie anche ad una forte componente, in crescita, del business travel.
    L’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano ha fornito le stime sul valore del mercato travel italiano a fine 2017, tenendo conto sia degli acquisti degli italiani nel nostro Paese o all’estero sia di quelli dei turisti stranieri in Italia.
    Rispetto al 2016, il mercato varrà oltre 55 miliardi di euro, con una crescita del 4%.
    La crescita è generata principalmente proprio dalla componente digitale che, con un valore complessivo di quasi 11,2 miliardi di euro, arriva a rappresentare oltre un quinto del mercato e fa segnare un aumento del 9% rispetto a dodici mesi fa (quando l’incremento annuale si era fermato all’8%); mentre la componente tradizionale cresce del 3% e raggiungerà quota 43,8 miliardi.
    Secondo Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, il mercato dei viaggi in Europa vive un momento di ripresa e cresce grazie anche alle nuove opportunità offerte dal digitale agli attori tradizionali e alla capacità delle Internet Company di espandere il proprio business. In Italia, dove il contesto competitivo è molto più frastagliato, il mercato comunque cresce del 3/4%. Per gli attori del sistema di offerta è quindi un momento propizio per costruire quelle reti digitali che possono consentire di approfittare di una pesca più ricca che in passato: big data analytics, intelligenza artificiale e realtà aumentata diventeranno sempre più centrali e la velocità con cui si sapranno comprendere e sfruttare questi nuovi fenomeni nei prossimi 3-5 anni stabilirà chi subirà l’innovazione rispetto a chi riuscirà a darsi un ruolo sul mercato”.
    Segmentando la “spesa digitale” (cioè il transato generato online per l’acquisto tramite ecommerce di un prodotto in ambito turismo) nei tre prodotti oggetto di indagine – ossia strutture ricettive, trasporti e pacchetti viaggio – si vede come le percentuali si avvicinano molto ai dati del 2016: il mondo dei trasporti raccoglie il 73% del mercato (in crescita dell’8% a valore), seguito dalle strutture ricettive con il 15% (+10%) e dai pacchetti viaggio con il 12% (+15%).
    All’interno dei trasporti non cambia di molto la suddivisione tra i diversi mezzi (78% aereo, 19% treno, residuale il resto – nel 2016 erano rispettivamente 79% e 17%), ma si iniziano a vedere i risultati dei forti investimenti da parte degli operatori del trasporto diversi da quello aereo, ed in particolar modo sui treni.
    All’interno delle strutture ricettive, invece, diminuisce ancora il peso del comparto alberghiero rispetto a quello extra-alberghiero, dal 70% del 2015 al 61% di quest’anno.
    Questo cambiamento è dovuto anche alla sempre continua diffusione e all’utilizzo delle piattaforme di sharing economy nel mondo dell’accomodation: costituiscono già circa un quinto del mercato digitale delle Strutture ricettive.
    Il dettaglio di strumenti e canali di vendita dai quali provengono le transazioni rivela che rimane costante l’incidenza dei canali indiretti sul totale del mercato digitale.
    La quota di mercato delle OLTA (Online Travel Agency) e dei vari siti aggregatori è pari al 24% (in crescita del 16% in valore assoluto rispetto al 2016) mentre l’incidenza del mobile commerce sulla spesa digitale in ambito turismo supera il 13%, mentre lo scorso anno non tocca neppure il 10%: nel 2017 si attesta infatti intorno ai 1.500 milioni, con una crescita vicina al 50% (nel 2016 arrivava solo a poco più di un miliardo).
    Più limitato invece l’impatto del tablet, con un’incidenza sul mercato pari al 9% (come lo scorso anno) e una crescita rispetto al 2016 di poco più del 10%.
    Fra le varie componenti, quella legata al business travel incide per circa il 12% del transato online attestandosi in valore assoluto oltre 1,3 miliardi di euro; lo scorso anno valeva il 9% del mercato digitale.
    Il comparto in cui la trasformazione digitale ha fatto più strada è quello delle strutture ricettive che si trovano in questo momento a gestire il passaggio dall’adozione degli strumenti digitale a un governo efficace degli stessi.
    Il tasso di adozione degli strumenti digitali da parte delle strutture ricettive è ormai elevato sia per quanto riguarda le attività di promozione (89%) che di prenotazione (85% è presente sulle OLTA e il 57% ha sistema di prenotazione online avanzato sul proprio sito).
    Le strutture che riescono ad avere una percentuale maggiore di prenotazioni dirette sono quelle che puntano su una relazione stabile con il cliente e usano strumenti promozionali come email marketing verso propri contatti (le prenotazioni dirette costituiscono il 48% rispetto al 41% di chi non ne fa uso).
    Secondo Eleonora Lorenzini, ricercatrice presso l’Osservatorio Innovazione Digitale del Politecnico, “a livello di mercato italiano, sono diversi i macro-trend trasversali che è importante non trascurare. Si stanno costruendo enormi flussi turistici digitali legati al business travel che vanno intercettati nel breve termine da parte dell’offerta, evitando di doverli poi rincorrere come è successo nel passato per i segmenti più consumer. Le attività in destinazione (come ristorazione, musei, parchi, escursioni) si stanno digitalizzando e la fisicità che comportano può garantire una difendibilità superiore rispetto a servizi che i grandi player internet internazionali possono offrire con economie di scala impareggiabili. Infine alcune aziende esponenti del mondo tradizionale dei viaggi stanno iniziando a collaborare con startup e fornitori di tecnologia, anche se non sempre in modo efficace e con eccessiva rigidità da entrambe le parti. Questo percorso verso smart working, open innovation e approccio basato sui dati deve essere continuato con costanza, mutuando esperienze che da anni sono state fatte in altri settori, per evitare di commettere errori già visti”.

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  • Turismo in Liguria ad agosto confermati i numeri dello scorso anno - Angelo Berlangieri - Pianeta Turismo

    Turismo in Liguria: ad agosto confermati i numeri dello scorso anno

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    L’Osservatorio Turistico Regionale della Liguria ha pubblicato i dati sul movimento turistico (arrivi e presenze) nelle strutture ricettive della Liguria (alberghiere ed extra-alberghiere) relativi al periodo gennaio – agosto 2017.
    A livello regionale il mese di agosto conferma sostanzialmente una stagione positiva, soprattutto grazie agli stranieri, sia per quanto riguarda gli arrivi, 690 mila (+0,7%) che le presenze, oltre 3 milioni e 50 mila (+1,0%).
    Dall’analisi della provenienza dei turisti si rileva che la componente nazionale ha registrato una diminuzione dell’1,9% (da 374.526 nel 2016 a 367.449 nel 2017) per quanto riguarda gli arrivi e dello 0,7% (da 1.979.065 a 1.964.481) per le presenze; in netta crescita la clientela straniera, che numericamente è aumentata del 3,8% (da 310.616 a 322.560) e le giornate di presenza del 4,3% (da 1.041.545 a 1.085.941).
    Positivo il bilancio anche nel lungo periodo: nei primi 8 mesi, infatti, il numero di turisti ha superato 3 milioni e 572 mila unità (+4,7%) e si sono sfiorate 12 milioni di giornate di permanenza (+2,7%).
    Gli arrivi italiani sono passati da 1.905.593 a 2.016.757 (+5,83%), mentre quelli stranieri da 7.165.742 a 7.361.653 (+2,73%).
    Le presenze italiane, invece sono aumentate del 3,26% (da 1.506.340 a 1.555.510), mentre quelle straniere del 2,69% (da 4.466.475 a 4.586.699).
    Le strutture alberghiere hanno registrato un calo degli arrivi pari all’1,3% e delle presenze pari allo 0,3%, mentre le strutture extralberghiere hanno raggiunto +4,6% negli arrivi e +2,7% nelle presenze.
    Nel periodo gennaio – agosto, invece, gli arrivi nelle strutture alberghiere sono aumentati del 2,7 (da 2.464.120 a 2.530.703), mentre in quelle extralberghiere sono aumentati del 9,89% (da 947.813 a 1.041.564).
    Le presenze, invece, sono aumentate dello 0,82% (da 7.495.676 a 7.557.121) nelle strutture alberghiere e del 6,16% (da 4.136.541 a 4.391.231) in quelle extralberghiere.
    Per quanto riguarda i paesi stranieri, la Germania con 915 mila presenze si conferma al primo posto, con una crescita delle presenze pari al 2,9%; segue la Francia con 623 mila presenze (+7,8%) e la Svizzera (+3,1%). Continua lڈespansione del mercato russo, che cresce del 21,1%.
    Sul fronte nazionale la Lombardia svetta tra le regioni con oltre 3 milioni di presenze (111 mila in più rispetto al 2016, pari a +3,8%), seguita dal Piemonte (72 mila presenze in più, +3,3%).
    In provincia di Savona i dati relativi ad agosto sono purtroppo negativi: in calo del 5,2% gli arrivi, più marcato tra gli stranieri (-6,2%) rispetto agli italiani (-4,9%), e in diminuzione del 2,7% le presenze, determinata dalla maggiore flessione degli italiani (-3,1%) rispetto al mercato straniero (-1,2%).
    Migliora il quadro, invece, se allarghiamo l’analisi ai primi 8 mesi dell’anno: +2,7% gli arrivi (italiani +4,3%, stranieri -1,6%), +0,5% le presenze (+0,3% gli italiani, +1,2% gli stranieri).
    Diminuiscono gli arrivi nelle strutture alberghiere, che da 136 mila circa scendono a 129 mila (-5,7%), come pure le presenze, poco al di sopra di 705 mila (-3,5%).
    Analoga situazione per le strutture extralberghiere che hanno registrato un calo del 4,5% negli arrivi e dell’1,6% nelle presenze.
    Nei primi 8 mesi dell’anno i clienti delle strutture alberghiere sono aumentati del 2,6% e le presenze sono rimaste stabili (+0,1%); negli esercizi extralberghieri la crescita degli arrivi è stata pari al 3,1% e quella dei giorni di permanenza pari all’1,2%. Come a livello regionale, stabili al primo posto i turisti lombardi con oltre 1 milione e 689 mila presenze (+0,4%), seguiti da quelli piemontesi in crescita dello 0,9%, con quasi 1milione e 360 mila presenze.
    Se si considerano, invece, i paesi stranieri, la Germania con quasi 350mila presenze (-1,7%), la Svizzera (+4,3%) e i Paesi Bassi (+0,4%) guidano la classifica. Da segnalare l’incremento dei turisti russi (+13,2%), con oltre 27 mila presenze.

    Analisi sul movimento turistico (arrivi e presenze) nelle strutture ricettive della Liguria e della provincia di Savona (alberghiere ed extra-alberghiere) relativa al periodo gennaio – luglio 2017 | Maggiori informazioni

    Osservato Turistico Regionale della Liguria: dati progressivi mensili | Maggiori informazioni

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  • Luglio 2017 il movimento turistico in Liguria e nel Savonese - Pianeta Turismo

    Luglio 2017: il movimento turistico in Liguria e nel Savonese

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    L’Osservatorio Turistico Regionale della Liguria ha pubblicato i dati sul movimento turistico (arrivi e presenze) nelle strutture ricettive della Liguria (alberghiere ed extra-alberghiere) relativi al periodo gennaio – luglio 2017, che dimostrano che la Liguria e la provincia di Savona sono cresciute rispetto allo stesso periodo del 2016.
    Per quanto riguarda gli arrivi, la Liguria complessivamente è cresciuta del 5,07% (da 2.726.791 a 2.865.003 arrivi, +138.212), mentre le presenze del 2,43% (da 8.611.607 a 8.820.740, +209.133).
    Nello specifico, gli arrivi italiani +6,99% (+106.976), mentre quelli stranieri +2,61% (+31.236).
    Le presenze italiane, invece, sono aumentate del 3,04% (+157.893), mentre quelle straniere dell’1,50% (+51.240).
    In provincia di Savona complessivamente gli arrivi sono aumentati del 3,67% (da 794.165 a 823.310, +29.145) e le presenze dello 0,55% (da 3.260.276 a 3.278.224, +17.948).
    Gli arrivi italiani sono aumentati del 5,54% (+32.053), mentre quelli stranieri sono diminuiti dell’1,35% (-2.908); le presenze italiane, invece, sono aumentate dello 0,40% (+10.028) e quelle straniere dello 0,98% (+7.920).
    Se si considerano solamente alberghi, residence e residenze turistico alberghiere, in Liguria gli arrivi totali sono aumentati dello 3,29% (da 2.011.079 a 2.077.190, +66.111), mentre le presenze totali dello 0,62% (da 5.801.281 a 5.837.390, +36.109).
    Per quanto riguarda le altre strutture, invece, gli arrivi totali in Liguria sono aumentati del 10,07% (+72.101), mentre le presenze del 6,16% (+173.024).
    In provincia di Savona, in alberghi, residence e residenze turistico alberghiere, gli arrivi totali sono aumentati del 3,69% (+21.372), mentre le presenze totali dello 0,28% (+6.337).
    Nelle altre strutture, invece, gli arrivi totali in provincia di Savona sono aumentati del 3,61% (+7.773), mentre le presenze totali dell’1,13% (+11.611).
    Dalla provincia di Savona proviene il 28,74% degli arrivi totali della Liguria ed il 37,17% delle presenze totali.
    Considerando solo alberghi, residence e residenze turistico alberghiere, il 28,45% degli arrivi totali della Liguria proviene dalla provincia di Savona, mentre il 38,11% delle presenze totali dal savonese.
    Per quanto riguarda la provenienza degli arrivi italiani in provincia di Savona, in termini numerici i turisti lombardi e piemontesi sono pari a 512.828 (l’84,09% del totale), mentre in termini percentuali i turisti provenienti dal Molise segnano +46,84%, da Bolzano +18,03%, dall’Abruzzo +14,87% e dalla Valle d’Aosta +12,27%.
    Per le presenze italiane, la situazione è similare: Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna rappresentano quasi il 90% (2.205.839).
    Germania, Svizzera, Francia, Olanda, Austria, Spagna, Inghilterra e Russia rappresentano quasi l’84,62% degli arrivi stranieri in provincia di Savona (180.674) e il 77,14% delle presenze straniere (630.262).
    In netta crescita percentuale le presenze provenienti da Croazia (+277,64%), Malta (+134,56%), Lussemburgo (+86,66%) e Giappone (+65,57%).
    Rispetto allo stesso periodo del 2015, in Liguria gli arrivi complessivamente sono aumentati del 5,68% (+153.943), mentre le presenze del 3,02% (+258.867).
    In provincia di Savona, invece, complessivamente gli arrivi sono aumentati del 4,55% (+35.802) e le presenze dell’1,03% (+33.375).

    Luglio 2017: il movimento turistico in Liguria e nel Savonese | Maggiori informazioni

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