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    RIFORMA DEI PORTI

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    “Come faccio sempre ho cercato di mettere insieme tutte le realtà interessate, in questo caso savonesi perché è chiaro che la preoccupazione per un eventuale accorpamento delle due Autorità Portuali è più lì che a Genova. La comunità istituzionale, economica, del mondo del lavoro in primo luogo chiede di valutare il fatto che Savona, una volta finito l’investimento della Maersk e – aggiungo io – ottenuti i traffici, avrebbe le caratteristiche per essere un porto autonomo. Questa è la richiesta che viene avanzata e che mi pare giusto trasmettere con una discussione che avvieremo a livello di Stato-Regioni, di Stato-Regioni-Città, quindi con i Comuni, e infine con il dibattito parlamentare”.
    Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando in conclusione dell’incontro con le parti istituzionali e sociali savonesi sul tema del riordino delle Autorità Portuali, da lui organizzato oggi, mercoledì 27 agosto, nella sede regionale di piazza de Ferrari a Genova.
    Alla discussione erano presenti, oltre a Burlando, gli assessori regionali Angelo Berlangieri, Giovanni Boitano, Renzo Guccinelli, Raffaella Paita, Lorena Rambaudi, il presidente del consiglio regionale Michele Boffa e i consiglieri Alberto Marsella e Antonino Miceli. Durante il dibattito sono intervenuti nell’ordine: Ettore Torzetti, Fit Cisl, Gian Luigi Miazza, presidente dell’Autorità Portuale di Savona, Livio Di Tullio, vicesindaco di Savona, Giuseppe Giangrande, UIL, Luciano Pasquale, presidente della Camera di Commercio di Savona, Fulvia Veirana, CGIL, Monica Giuliano, sindaco di Vado Ligure, Alberto Panigo, console della Compagnia Portuale di Savona, Alessandro Berta, direttore dell’Associazione Industriali di Savona, Riccardo Borgo, ex sindaco di Bergeggi, Alessandra Orsero, rappresentante degli agenti marittimi di Savona e Imperia e Mattia Rossi, presidente Lega Coop Savona.
    “In secondo luogo” ha continuato Burlando “se non fosse possibile ottenere questo risultato bisogna sgombrare il campo da alcune questioni: non si fermano gli appalti, le Autorità Portuali devono garantire una transizione, le Compagnie rimangono due, i lavoratori del porto di Savona rimangono a Savona e vanno nella nuova sede. Poi bisognerà capire, nel caso che la questione venga affrontata, se sarà possibile avere una gestione unitaria di alcune grandi questioni, per esempio la pianificazione dei piani regolatori, e poi un’operatività che dia spazio ad autonomie e a gestioni territoriali più ravvicinate al mondo economico locale”.
    Il presidente ha proseguito ricordando che “con Renzi abbiamo già cominciato a discutere l’argomento e gli ho scritto una proposta. Inoltre vedremo il Ministro dei Trasporti martedì 2 settembre a Roma per parlare di Gronda e di Fontanabuona, ma parleremo anche di questo. Poi avremo due mesi, come minimo, per interloquire, insieme con i parlamentari, con il Governo. Che tenta di mettere in moto un Paese rimasto fermo per troppo tempo e che dà al cambiamento un valore che va al di là della pur importante riforma per dimostrare ai partner europei che si merita una flessibilità perché è in grado di riformare”.

    Riforma dei porti – Autorità Portuale di Savona Vado Ligure